Il nuovo Rinascimento di Alessio Pistilli

Tra arte, musica e tecnologia: così nascono le mie tele.
E quella volta con Philippe Daverio

Un nuovo Rinascimento. Questo è ciò che auspica Alessio Pistilli. Lui che tra pittura, scultura e musica l’arte la conosce bene eccome. La tecnologia al servizio dell’ispirazione creativa. Nel suo studio, dove si è svolta questa intervista, sembra di tornare indietro di 500 anni: si respira un’aria gentile e il tempo si mette a sedere. Tre metri per un metro e mezzo: queste le dimensioni della sua ultima opera, ispirata al Cenacolo di Leonardo Da Vinci. Ma promette che la sua audacia non si fermerà qui.

Come è nata l’idea di realizzare una tela del genere?
L’idea nasce dal progetto iRenaissance, che porto avanti da sei anni. Questo progetto unisce il Rinascimento con la tecnologia moderna, costruendo un ponte tra epoche distanti 500 anni. All’inizio mi dedicavo a ritratti singoli, ma negli ultimi due anni ho iniziato a esplorare scene di gruppo, partendo da soggetti di corte fino a quelli religiosi. La tela dell’Ultima Cena è il risultato di un percorso iniziato due anni fa con degli scatti fotografici a Maenza, i quali hanno posto le basi per la composizione dell’opera. Ogni tela richiede una preparazione meticolosa, non solo per la complessità della scena, ma anche per le dimensioni: tre metri per un metro e mezzo rappresentano una sfida sia creativa che logistica.

Perché hai scelto la chiesa di San Salvatore per l’Ultima Cena?
La scelta è stata quasi casuale. Ero nella chiesa con le suore per organizzare una mostra durante l’evento Mostofiore di Marco Carpineti e, osservando lo spazio, ho pensato che fosse perfetto per rappresentare l’Ultima Cena. La scelta non era legata tanto al contesto religioso, quanto alla necessità di uno spazio ampio per girare il documentario – realizzato da Luca Viani – che accompagna la tela. E poi lavorare in chiesa ha riportato un’atmosfera antica, quasi rinascimentale: le persone entravano per osservare, emozionandosi di fronte al processo creativo. Alcuni si sono commossi, rivedendo in quel gesto un ritorno alla tradizione dell’artista che lavora in un luogo sacro, accessibile alla comunità.

Grazie anche ai social, oggi ci può essere un “nuovo” Rinascimento?
I social oggi possono essere uno strumento fondamentale per diffondere l’arte e creare un nuovo Rinascimento. Quando vivevo in Inghilterra, mi colpiva il modo in cui l’arte italiana veniva celebrata nei documentari della BBC, mentre in Italia è raro vederla valorizzata. Mi sono chiesto: cosa sarebbe accaduto se nel Rinascimento ci fosse stata la tecnologia moderna? Questa domanda è diventata il punto di partenza per iRenaissance. Le prime dieci tele, condivise sui social, hanno ottenuto un grande riscontro, dimostrando che la tecnologia può amplificare il messaggio artistico se usata con consapevolezza.

In che modo si influenzano le diverse forme d’arte che pratichi?
Le mie passioni – pittura, musica, ginnastica e scultura – sono tutte interconnesse. Mentre dipingo, ascolto musica e spesso mi fermo per scrivere versi, per comporre. Ogni tela è accompagnata da una composizione musicale, che viene utilizzata nei video del processo creativo. Durante le mostre, il pubblico può scansionare un QRcode per accedere a questi video, trasformando l’esperienza in un viaggio multisensoriale. Questo approccio multidisciplinare riflette l’idea che l’arte non si limiti a un unico linguaggio, ma sia un dialogo tra diverse espressioni.

Hai ricevuto riconoscimenti importanti?
Uno dei riconoscimenti più significativi è stato arrivare in finale al Premio Mestre di pittura con il ritratto di Tania Sangiorgi, selezionato da Philippe Daverio. Poi sfortunatamente due giorni prima della finale ci lasciò, ma venni a sapere che il mio lavoro gli piacque molto. Questo risultato è stato una grande soddisfazione personale e professionale. Inoltre, ho vinto altri concorsi e collaborato con figure importanti dell’arte e della cultura, come Sigfrido Ranucci, al quale ho donato un’opera legata a un progetto precedente. Due anni fa invece ho partecipato a un bando regionale per supportare start-up culturali e creative, presentando un progetto ispirato alle botteghe rinascimentali. Nel Rinascimento, gli artisti esploravano molteplici discipline – pittura, scultura, architettura, letteratura – senza mai limitarsi a una sola. Ho voluto ricreare questo approccio multidisciplinare in un contesto moderno.

Un pensiero finale
Credo che il viaggio sia più importante della destinazione. Ogni idea richiede impegno, curiosità e voglia di mettersi in gioco. Quando ho iniziato il progetto iRenaissance, ho imparato la pittura a olio, una tecnica che non conoscevo. È stato un processo di apprendimento continuo, che mi ha insegnato quanto sia fondamentale rimanere aperti e curiosi. Come nel film La ricerca della felicità, la felicità non è nella meta, ma nel percorso. Ogni sfida e ogni successo sono parte di un cammino che arricchisce l’artista. Per me ciò che conta è restare fedele alle proprie idee e continuare a creare.

Tommaso Guernacci
Docente di Letteratura

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