Essenza compresa nel meraviglioso mondo vegetale e presente in diverse aree pubbliche e private del nostro territorio per le sue peculiarità ornamentali e relative al clima
La palma nana (Chamaerops humilis) comunemente nota anche come palma di San Pietro, è una pianta della famiglia delle Arecacee, unica specie del genere Chamaerops. È una specie tipica della macchia mediterranea. Il nome del genere fa riferimento alla morfologia della pianta (dal greco «a terra» e «cespuglio»). I greci la chiamavano phoenix chamaeriphes, che significa letteralmente «palma gettata per terra»
Si presenta come un cespuglio sempreverde che raggiunge normalmente altezze sino a 2 metri. C. humilis ha un fusto di dimensione variabile (10-15cm), ricoperto da un tessuto fibroso di colore bruno. Generalmente è corto, visibile solo negli esemplari vetusti. È ricoperto in basso dai residui squamosi delle foglie morte (con un diametro di di circa 25-30 cm). La corteccia è di colore marrone scuro o rossastra. Le foglie sono larghe, robuste, a ventaglio, rigide ed erette, sostenute da lunghi piccioli spinosi riuniti a ciuffi sulla sommità del fusto; di colore verde sulla pagina superiore e quasi bianco sulla pagina inferiore. I fiori sono portati da infiorescenze a pannocchia, corte e ramificate, di colore giallo, con peduncoli brevi. È usualmente (ma non invariabilmente) specie dioica che porta fiori maschili e femminili su piante separate. I fiori maschili hanno 6-9 stami che sovrastano un calice carnoso, quelli femminili racchiudono 3 carpelli apocarpici carnosi. I frutti sono drupe, globose o oblunghe, di lunghezza variabile (12-45 mm) con polpa assai fibrosa e leggermente zuccherina, di colore verde nelle prime fasi, successivamente giallo-rossiccio, marroni a maturità.
Riguardo la sua biologia si può asserire che l’impollinazione risulta garantita da una complessa relazione mutualistica con un Curculionide (Derelomus chamaeropsis). L’insetto depone le uova sulle parti fiorali della palma, ma queste si aprono solo sulle infiorescenze femminili, perché quelle maschili emettono una resina che ne blocca lo sviluppo. Le larve crescono all’interno delle infiorescenze e qui a primavera si sviluppano gli insetti adulti, sui quali si deposita il polline.

La Palma nana è diffusa in tutto il Mediterraneo occidentale, dal sud del Portogallo a Malta (in Europa) e dal Marocco alla Libia (Africa). In Italia si trova lungo tutta la fascia costiera occidentale, dalla Sicilia alla Toscana meridionale comprese alcune isole del Mar Tirreno: Capraia, Elba, Cerboli, Palmaiola, Palmarola, Ventotene (di cui due proprio da essa hanno preso il nome), mentre più a nord è conosciuta solo per alcuni nuclei relitti nel territorio del Parco di Portofino (Liguria). È comune soprattutto in Sicilia, Calabria e Sardegna, ove si può allontanare di diversi chilometri dalle coste o risalire le prime pendici dei rilievi montuosi. È un tipico elemento della fascia più termofila della macchia mediterranea. È diffusa soprattutto in zone calde, vicino alle coste; predilige esposizioni soleggiate e teme il freddo intenso. In ambiente naturale cresce principalmente su terreni rocciosi o sabbiosi. Le seguenti varietà si differenziano a seconda del colore delle foglie: a) C. humilis, in Europa, con foglie verdi, b) C. humilis var. argentea André (syn. C. humilis var. cerifera Becc.), in Africa, con foglie grigie.
Questa specie di palma è largamente usata come pianta ornamentale, soprattutto per ottenere grandi cespugli, favorendo la tendenza naturale della pianta a creare numerosi stipiti. L’uso era ed è particolarmente diffuso nell’epoca dei giardini romantici (fine ’800) ed è quindi continuato sino ad oggi. Circa l’utilizzo alimentare è possibile asserire che il germoglio, biancastro e midolloso è edule ed era usato, in tempo di carestia, in sostituzione della patata oppure per farne dolci; artigianalmente la fibra ottenuta dalle foglie sembra venga utilizzata per la fabbricazione di scope, ventagli, funi, ceste, panieri, stuoie, cappelli e corde.
Ecologicamente è molto utile contro l’erosione e la desertificazione, si rigenera dopo gli incendi con successivi ricacci. Presenta, ad ogni modo, somiglianze con il genere Trachycarpus, tipico dell’Asia. Tale pianta risulta seriamente minacciata dalle larve della farfalla Paysandisia archon, di origine sudamericana, oramai presente anche in Europa. Vegeta bene a temperatura superiore ai 10 °C ed è capace di resistere fino a –12 °C, ma solo per periodi brevi. La temperatura ottimale di crescita è tra 22 e 30 °C. In tutti i Paesi costieri dell’Europa meridionale è molto spesso utilizzata come pianta ornamentale. La più antica pianta dell’Orto botanico di Padova è un esemplare di C. humilis piantato nel 1585, comunemente nota come ”Palma di Goethe”, in quanto Johann Wolfgang von Goethe, che vide la palma durante il suo viaggio in Italia, le dedicò alcuni scritti.
Giovanni Conca
Fitopatologo