Ne ha fatte di tutti i colori

La scomparsa di Oliviero Toscani

Il potere, politico e commerciale, ha bisogno dell’arte per imporsi. E l’arte ha bisogno del potere per esprimersi

Se a venticinque anni (negli anni sessanta, ancora salvi dai social), sei conosciuto in tutto il mondo non è certo perché sei “il figlio di”. Lo sei perché evidentemente hai talento e i grandi sponsor hanno capito che non c’è un bluff da “sgamare” dietro il tuo lavoro, ma una poetica forte e originale.

Se la memoria non esistesse saremmo tutti più innovativi, perché ricordando troppo si tende a rifare quel che si è già fatto e non va bene

Volendo sostituire alla parola provocazione il termine cortocircuito abbiamo spiegato la differenza che passa tra comunicazione ed espressione artistica. In quel cortocircuito innescato nelle menti degli osservatori sta il suo genio artistico. E poco importa se le sue foto sono appese in un museo o in una galleria o sulle copertine di riviste e sui manifesti pubblicitari.

Anche attraverso una pagina a pagamento
su un quotidiano o un manifesto in affissione che reclamizzano un marchio per venderlo si possono dire cose importanti

La fotografia rimane il mezzo per esprimere un concetto e le campagne pubblicitarie il veicolo per la diffusione. Lo interessavano l’uomo nella sua fragilità, nelle sue imperfezioni; lo attraeva l’idea di portare l’educazione civica agli incroci della città, nei manifesti 6 × 3. Rifiutava il banale, il già visto, il politicamente corretto, il conformismo. Riusciva a tirare fuori il dramma e la tragedia con un soggetto di fronte ad un fondale bianco. Provateci voi.

Edoardo Bernardi

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