
Jack Kerouac: si muoveva a ritmo, ha tolto la polvere dell’asfalto dalle ali delle farfalle, che sono diventate fuochi d’artificio che hanno disegnato il volto di Dio che niente era se non Winnie the Pooh.
Juan Carlos Onetti: scrittore, alcolista perché scrittore, niente come i suoi libri genera incubi e nausea, claustrofobia.
Abad Faciolince Héctor: scrittore, traduttore, quando suo padre morì si chinò per frugare nelle tasche del cadavere.
Michelangelo Merisi: avvolto dal buio ha colpito di spada e pennello.
Franz Kafka: ansioso, inetto, sognava scarafaggi nelle notti di luna piena, regalò una bambola ad una bambina la cui vita cambiò per sempre.

Charles Bukowski: alcolista, impiegato postale, scriveva poesie mentre faceva l’amore con prostitute senza denti, triste come un albero di Natale.
Camille Claudel: scultrice, allieva di Rodin, amante di Rodin, pazza a causa di Rodin.
James Joyce: nessun lavoro stabile, qualcuno vede ancora il suo fantasma elemosinare una banconota tra la gente di Dublino.

Amedeo Modigliani: tubercolotico, alcolista, maudit, condannato non appena arrivò a Parigi, ora sepolto insieme al suo amore ella loro figlia, mai nata.
Edgar Allan Poe: trovato in uno stato di delirio su una strada di Baltimora, orfano, ha seppellito la moglie, ha visto il lato oscuro del mondo e lo ha raccontato, ora riposa con i corvi.

Marina Ivanova Cvetaeva: poetessa, emigrata, vede morire la figlia per denutrizione, povera, ossessionata dall’inchiostro, amante inesauribile di uomini e donne, di menti pregiate, sa che il marito è stato fatto sparire dal KGB, che la Russia è un tarlo che ti mangia vivo, poco a poco. Si impicca, d’emblée.
Emilio Salgari: ha girato il mondo senza muovere un passo, si suicida a colpi di rasoio dando vita alla maledizione. La moglie è internata e muore di pazzia. La figlia Fatima, di tubercolosi a ventiquattro anni. Il terzogenito Romeo, dopo aver tentato di uccidere moglie, figlio e cognato, si suicida. Pochi anni più tardi il figlio Nadir muore in motocicletta, l’altro, Omar, si suicida. L’ultimo pronipote, dopo aver accoltellato una postina in pensione, viene rinchiuso e nelle segrete dell’ospizio muore.
Ecco a voi il prezzo della bellezza. L’arte ha un costo che nessuno Stato potrà ripagare.
Fabio Appetito