Piazza San Giovanni. Rinnovata ma non aggregante

Viaggio nella rigenerazione urbana della Capitale

Proseguiamo la nostra passeggiata tra le nuove strade e piazze che stanno nascendo a Roma in occasione del Giubileo 2025. Nel precedente articolo siamo andati alla scoperta del cantiere più importante e simbolo della rinascita urbana di Roma, quello di Piazza Pia, importante snodo pedonale tra Castel Sant’Angelo, via della Conciliazione e Piazza San Pietro in Vaticano. In questo articolo vi illustrerò un secondo intervento tra i più “iconici” del Giubileo, quello della nuova piazza San Giovanni in Laterano. Conosciuta come la piazza del “concertone del 1º maggio”, questo spazio urbano non ha avuto mai una vera e propria connotazione di “piazza” o “luogo dello stare”, ma quella di un grande slargo con due semplici ed enormi aree verdi triangolari a “prato” che ne delimitavano l’accesso al sagrato. Direi poco pensando soprattutto alla storicità del luogo, davanti a una delle più importanti basiliche papali e sede della Diocesi di Roma. Il progetto, firmato dallo studio One Works, si è posto l’obiettivo di ridisegnare la piazza fondendo la tradizione del tempo con i principi del design contemporaneo, con l’intento di restituire alla cittadinanza uno spazio che sappia coniugare l’anima storica di Roma con le necessità urbane odierne. Un cantiere che è intervenuto su una superficie di 18 000 metri quadrati e un investimento complessivo di 15 milioni di euro.

L’intervento è stato sviluppato seguendo il principio chiave di conservazione e valorizzazione del passato iconico del luogo rafforzandone i caratteri distintivi, ma introducendo al contempo elementi di innovazione sul fronte della sostenibilità di materiali ed efficienza energetica e della sicurezza funzionale. La nuova pavimentazione della piazza si è ispirata agli interni della Basilica, in particolare dalla sua storica pavimentazione romana in marmo, i “Cosmati”, motivi circolari di questo intricato mosaico che escono dalla chiesa per animare anche l’ampia area esterna, creando un effetto di forte continuità visiva. La piazza è stata pavimentata con pietre tradizionali romane come il sanpietrino, la basaltina e il travertino, intervallate da aree di vegetazione bassa per attenuare l’effetto isola di calore e favorire la gestione delle acque meteoriche. Oltre alle scelte strategiche in termini di design e materiali, è stata prevista l’introduzione di giochi d’acqua ludici per offrire ai passanti un piacere ricreativo e generare un effetto di raffreddamento, migliorando il microclima della piazza durante le calde estati romane. Le fontane, completate da un’illuminazione a basso consumo energetico, hanno lo scopo di valorizzare l’imponenza della facciata della Basilica.

Un progetto che reputo molto interessante e che ho avuto modo di visitare non appena è stata aperta la Porta Santa della Basilica a fine dicembre ma che, non nascondo, mi ha fatto sorgere qualche perplessità. La piazza ora ha una sua identità ed è molto particolare la pavimentazione ispirata ai Cosmati interni della Basilica. La mia perplessità, ma leggevo anche di tanti cittadini romani, è ricaduta sulle aree verdi, dove ho notato l’assenza di alberature e di sedute. Delle sottili strisce verdi a rotoli di prato e le fontane a terra, non penso siano sufficienti alla vivibilità di questo luogo soprattutto in estate, ereditando dal passato la funzione di un semplice “attraversamento pedonale” e non di “aggregazione”. Un cantiere che sicuramente ha dato una nuova vita a questo luogo, ma che ancora deve essere perfezionato alla luce dell’enorme investimento che sta creando non pochi malumori, ma che tutto sommato reputo interessante per l’idea e che sicuramente il tempo ci dirà se dovrà essere perfezionato.

Fernando Bernardi

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