Pitbull e simili sono davvero cani killer?

Il caso della piccola neonata di Acerra (Na), azzannata e uccisa dal Pitbull di casa mentre dormiva col giovane padre, che sembra non essersi accorto di nulla, riaccende il dibattito sull’opportunità o meno di tenere in casa determinate razze di cani come Pitbull o Dobermann.
Proviamo a fare chiarezza senza stereotipi e generalizzazioni.

Sarebbe opportuno, prima ancora di decidere se scegliere o meno come animale fedele una razza del genere, provare a decodificare a monte il perché si sceglie una razza del genere. All’interno possiamo trovarci motivazioni sia culturali che sociali. Certe razze vengono scelte sia per una forma di status che di sicurezza apparente; queste razze, infatti, rimandano all’esterno una fantasia di potere e autorità, garantendo al proprietario sicurezza di sé. Un’altra funzione legata alla scelta di possedere un Pitbull o un Dobermann è associata a funzioni di guardia e difesa. Alcuni sono convinti che queste razze, percepite all’esterno come altamente aggressive, proteggono maggiormente i membri di una famiglia e la loro prole. Ancora, possiamo rilevare nella scelta una sorta di sfida personale nel cercare di addestrare un cane impegnativo che richiede attenzione e tempo, rompendo così i pregiudizi di cui sono ammantate queste razze.

Quando nasce il problema che si trasforma in tragedia?
Falle notevoli vengono segnalate in assenza di educazione ed addestramento di queste razze. Spesso i proprietari non fanno sì che i loro animali seguano corsi di obbedienza e di interazione con altri animali; tale educazione ridurrebbe di gran lunga i comportamenti problematici e aggressivi di cani lasciati soli ai loro istinti… A questo si associa l’inadempienza nel garantire la sicurezza alle persone esterne attraverso l’uso di guinzagli e bocchette appropriate oltre ad una sorveglianza vigile ed attenta. Molto importante sarebbe legiferare in tal senso con proposte di leggi ad hoc. Per ultimo, l’assunzione di responsabilità: i proprietari tassativamente devono essere formati a raccogliere segnali di stress o aggressività in modo da prevenire incidenti.

Virginia Ciaravolo
Psicoterapeuta-Criminologa
Pres. Associazione “Mai più violenza infinita”
Consulente/Docente Polizia di Stato
Opinionista Rai e Mediaset

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