La palma “alta”

Le palme, nella cultura mediterranea, sono un simbolo di trionfo. Anche per questa ragione vengono riprodotte numerose e in diverse specie

L’ordine a cui appartiene la famiglia delle Arecaceae comprende specie diffuse per la maggior parte nei climi tropicali e subtropicali. Tale famiglia ha una lunga storia documentata da una moltitudine di resti fossili risalenti al Cretacico, circa 80 milioni di anni fa. È peraltro una delle poche famiglie di monocotiledoni a portamento arboreo, pur essendo sprovvista d’accrescimento secondario, ossia carente di tessuti meristematici secondari di tipo cambio o fellogeno.

Il legno delle Arecaceae deriva dalla modificazione di un tessuto primario, cioè dal parenchima. I fusti sono legnosi, indivisi o di cotomi, possono essere alti alcune decine di metri; le foglie sono coriacee, sempreverdi, persistenti, palmate o pennate e formano un ciuffo apicale alla sommità dello stesso fusto. I fiori sono unisessuati (per aborto della corrispettiva parte), ma tutti gli individui portano quelli maschili e quelli femminili, e possiedono 6 tepali piccoli e sepaloidi a cui si aggiungono gli stami, in numero di 3, 6 o 9 e un gineceo formato da 3 carpelli liberi o riuniti in un unico ovario supero. Tale organo possiede tre logge, ciascuna delle quali porta un solo ovulo. I fiori sono riuniti in una infiorescenza, detta spadice, a spiga o a pannocchia; lo spadice, nei giovani individui, è circondato da una grande brattea, detta spata, con funzione protettiva. Il frutto, a seconda dei generi, è una bacca (come ad esempio il dattero) o una drupa come la noce di cocco.

Le Arecaceae si riproducono generalmente per impollinazione entomofila. Si tratta, come detto, di specie tropicali e subtropicali e soltanto poche specie si sono adattate anche ai climi relativamente più freddi. La maggior parte delle specie sono originarie dell’Africa, dell’Asia e dell’Australia, solo alcune delle Americhe e due dell’Europa meridionale: la palma nana (Chamaerops humilis) già descritta precedentemente e tipica della macchia mediterranea, diffusa in quasi tutta la Francia meridionale, in gran parte del Portogallo e della Spagna, in Italia e a Malta, e la palma da dattero di Creta (Phoenix theophrasti), nativa di Creta e della Turchia meridionale. Tra le specie che si sono adattate ai climi più freddi, merita una menzione il genere Trachycarpus, dell’Asia orientale. Secondo la tassonomia, la famiglia delle Arecaceae comprende 182 generi suddivisi in 5 sottofamiglie e in 28 tribù, per complessive circa 2500 specie.

Per quanto può riguardare le problematiche delle avversità, si può dire che uno dei più temibili parassiti di queste meravigliose piante è il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus), che è un coleottero curculionide originario dell’Asia recentemente propagatosi in Medio Oriente e successivamente anche in tutto il bacino del Mediterraneo, per cui anche in tutte le regioni della nostra bella Italia, determinando importanti danni nei nostri diversi comprensori e nei numerosi, peculiari giardini pubblici e privati e cambiando la fisionomia e il decoro di molte piazze e giardini proprio a causa della morte di numerose e bellissime palme. Ogni tentativo di eliminare R. ferrugineus è stato inutile: è un insetto davvero resistente ai diversi strumenti e mezzi di controllo convenzionali. Infatti, è ritenuto un importante nemico in quanto colpisce parecchie specie di Arecaceae tra cui le più diffuse palme ornamentali delle aree del Mediterraneo, ma anche diverse specie di interesse economico come ad esempio la palma da cocco e la palma da olio.

Le foglie di alcune specie (per esempio quella di Phoenix spp, Chaìmaerops spp.) sono spesso utilizzate in artigianato per intrecciare oggetti di uso domestico (copricapi, ceste e stuoie). Riguardo, inoltre, alla gastronomia, i frutti di alcune specie di questa famiglia (Phoenix dactylifera, Cocos nucifera) sono usate nell’alimentazione umana. Alcune altre specie sono anche utilizzate, soprattutto in Asia, per la produzione del vino di palma e dell’olio di palma. Le palme, nella cultura mediterranea, sono un simbolo trionfale e risultano riprodotte in numerose opere pittoriche ed architettoniche e nelle decorazioni di ceramiche e monete ed occupano un posto preminente ed importante, insieme al ramoscello dell’olivo, anche nella liturgia cristiana e nei diversi rituali che precedono la Santa Pasqua: per i Cristiani il giusto riferimento è, appunto, la domenica delle palme! Andrebbero comunque rispettate tenendo presenti anche i diversi vantaggi derivanti dai vegetali sul clima e sulla vita del mondo animale, compreso l’essere umano.

Giovanni Conca
Fitopatologo

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