Con il gemellaggio costruito un legame con il popolo palestinese.
Una terra che lotta per la propria libertà
È stata davvero un’intensa emozione e un grande onore celebrare un momento storico per la nostra comunità: il gemellaggio tra Cori e Betlemme. Questo gemellaggio nasce dal desiderio di costruire legami per abbracciare la comune aspirazione a un mondo più giusto e inclusivo, più aperto al confronto e alla collaborazione.
Viviamo in un’epoca di grandi sfide: guerre, divisioni, crisi umanitarie e sociali che mettono continuamente alla prova la nostra capacità di rimanere uniti. Il patto di fratellanza che abbiamo sancito rappresenta un impegno concreto: la promessa di collaborare in ambito culturale, sociale ed educativo; di promuovere lo scambio tra le nostre scuole, le nostre associazioni, i nostri giovani; di creare occasioni di dialogo tra le nostre comunità per imparare gli uni dagli altri e arricchirci reciprocamente.
Non nego che sogno un futuro in cui i nostri studenti potranno viaggiare tra Cori e Betlemme per scoprire le rispettive bellezze e tradizioni, in cui i nostri artisti potranno esprimersi insieme, in cui le nostre comunità potranno condividere progetti di sviluppo e di solidarietà.
Con il gemellaggio abbiamo non solo firmato un accordo: abbiamo tracciato un sentiero che diventi un motore di crescita per entrambe le città. A nome di tutti i cittadini di Cori, voglio esprimere la mia più profonda gratitudine agli amici di Betlemme per aver creduto in questo progetto e per aver accettato di intraprendere con noi questo viaggio.
Ebbene, in tale percorso andremo innanzitutto a condividere le testimonianze di ciò che ci accomuna. A tal proposito, il mio pensiero va alla statuetta del Bambinello custodita nella chiesa di San Giovanni Battista a Giulianello, scolpita nel XVI secolo da un devoto francescano, secondo la tradizione, utilizzando il legno d’ulivo del Getsemani. Essa è stata benedetta da Giovanni Paolo II durante l’udienza papale del 2 dicembre 1998 ed è oggetto di venerazione in modo particolare da parte della comunità di Giulianello: dal 1798, infatti, la mattina dell’Epifania, dopo la Santa Messa, viene fatta sfilare in processione per le principali vie del paese, portata in spalla dagli storici incollatori.
Cori è gemellata con diverse città: Pefki, in Grecia; Oświęcim (Auschwitz), in Polonia; e Sesto Calende, in Italia. Ognuno di questi rapport i ha delle sue specificità, ovviamente, dei legami particolari, ma tutti sono stati costruiti nell’ottica del dialogo, della reciproca conoscenza e della promozione della pace. Ancor di più ciò vale per il gemellaggio tra Cori e Betlemme, città della natività, che ha per noi cristiani un suono e un significato del tutto speciale.
La cerimonia del gemellaggio è stata anche occasione per esprimere pubblicamente, l’amichevole vicinanza con la quale la nostra comunità segue le vicende della Palestina e di Betlemme, simbolo di pace in un territorio tormentato da vicende politiche internazionali che ci riguardano tutti.
Quella di Betlemme, che ha visto nascere la speranza per l’umanità, è oggi una terra il cui popolo, tra sofferenze e difficoltà, lotta per la propria libertà, per il rispetto dei propri diritti fondamentali e per la realizzazione del sogno di una vita semplicemente normale. In questo scenario, noi, come comunità di Cori, ci uniamo alla voce di chi, in Palestina, non smette di combattere democraticamente per un futuro di giustizia e di libertà. Condanniamo qualsiasi forma di violenza o atto terroristico, condanniamo con assoluta fermezza i fatti del 7 ottobre 2023, che hanno causato la morte, in un solo giorno, di 1200 israeliani. Ma, con altrettanta fermezza, disapproviamo la sproporzionata risposta Israeliana e la conseguente crisi umanitaria generata a Gaza.
Vogliamo esprimere il nostro fermo sostegno al popolo democratico palestinese, con il desiderio che la libertà, la sicurezza e i diritti umani siano finalmente riconosciuti e garantiti a tutti. Il nostro sostegno alla causa della Palestina non è solo politico, ma umano e solidale. Riconosciamo il diritto del popolo palestinese di autodeterminarsi, di vivere in una terra i cui figli possano crescere liberi, in sicurezza, con dignità e senza paura. Ogni passo che compiremo insieme attraverso questo gemellaggio è un piccolo ma importante contributo al processo di pace che il mondo intero auspica.
Penso che la concordia si possa costruire dal basso e, come amministratore locale abituato a fare quotidianamente delle piccole cose per i miei concittadini, ritengo che la strada in tale direzione passi anche attraverso appuntamenti di questo tipo.
Sono felice che d’ora in poi anche Cori darà il suo piccolo contributo al dialogo interculturale, iniziando peraltro a partecipare alla Conferenza Internazionale delle città italiane gemellate con Betlemme che ogni anno si tiene ad Assisi.
Mauro Primio De Lillis
Sindaco di Cori