Una relazione ben documentata durata quasi 15 anni, una delle più longeve delle numerose avute dal Vate. È stata inaugurata sabato al Museo della Città e del Territorio di Cori la mostra, curata da Giorgio Bianchi, che svela questa relazione, finora quasi sconosciuta, e la donna che ne fu protagonista, la corese Letizia Giupponi De Felici.
L’iniziativa rientra negli eventi previsti per i 25 anni della nascita del Museo della Città e del Territorio e ha sottolineato: “È grazie alla curiosità e alla passione di Giorgio Bianchi che siamo qui a raccontare la storia di questa nostra concittadina”. “Emerge una persona che apparteneva a se stessa” – ho aggiunto in qualita’ di delegato alla Cultura – “e questo può essere il punto di partenza per approfondire questa figura e altri aspetti che l’hanno caratterizzata”.
Ad introdurre dunque il pubblico presente alla scoperta di questa donna nata a Cori, morta a Sutri nel 1995 e soprannominata ‘Mèlitta’ da D’annunzio, è stato Giorgio Bianchi, ideatore e organizzatore del la mostra e autore del volume che porta lo stesso titolo. “Un alone di mistero circondava Letizia Giupponi De Felici” – ha esordito – “pur appartenendo a una famiglia facoltosa e tra le più in vista della città. Tutto quello che ho fatto in mesi di lavoro l’ho fatto per amore della mia città. Ritenevo che questa storia dovesse essere conosciuta. Letizia” – ha proseguito – “conobbe Gabriele D’Annunzio nel ’22 a 19 anni e non dimenticò mai le sue origini coresi, tanto che il Vate le diceva ‘i tuoi difetti chorani’ e lei si definiva ‘la matta chorana’”. Un “incontro” casuale ha portato Giorgio Bianchi ad imbattersi in questa figura e poi a portare avanti le sue ricerche anche presso l’archivio storico di Cori e quello di Latina, scoprendo pian piano una storia tutta da raccontare e che la mostra in parte rivela attraverso cimeli originali, documenti e doni fatti dal poeta a Letizia come il prezioso vestito da lei indossato durante uno degli incontri al Vittoriale.
Ad approfondire la vicenda e il personaggio di Mèlitta sono intervenuti Lucia Arbace, già sovrintendente presso la Regione Sardegna e la Regione Abruzzo, direttrice del polo museale d’Abruzzo e autrice di numerose pubblicazioni, e Marzio Maria Cimini, cultore dell’opera e della biografia di Gabriele d’Annunzio, entrambi curatori della mostra e del volume “D’annunzio intimo e segreto”, Museo Casa Natale di G. d’Annunzio – Pescara.
“Sono felice di aver riportato Letizia a Cori” ha affermato Marzio Maria Cimini che ha aggiunto: “Prima, di lei non si sapeva niente, il carteggio che è stato conservato al Vittoriale ha contribuito a ridarle il suo ruolo nella biografia dannunziana. Donne magari più belle e charmantes di lei durarono molto meno accanto al poeta, che nutriva per Letizia una grande passione e affittò per lei una residenza accanto al Vittoriale”. Entrambi hanno confermato che la Vittoria sulla polena della nave Puglia al Vittoriale ha avuto come modella la corese Letizia Giupponi.
Michele Todini
Delegato alla cultura e partecipazione