Serve un congresso rifondativo che coinvolga scienza, cultura, giovani, e che abbandoni le vecchie categorie del Novecento
L’attuale assetto politico del PD, con le varie fratture che si palesano quando si deve manifestare una linea politica sulle questioni fondamentali del nostro tempo, impone la necessità di un ripensamento fondativo e costitutivo del Partito. La fusione a freddo degli eredi delle due culture politiche dominanti del Novecento ha lasciato aperto il tema più importante: il pensiero dell’attualità e del futuro. Ancora si discute e ci si divide sulla provenienza di ciascuno, ma non si colgono i temi di questo nuovo tempo e del futuro che è già dentro di noi. Il predominio della finanza sulla politica e sull’economia, la presenza e il ruolo della tecnica e della tecnologia sugli strumenti e le modalità di comunicazione di massa, il ruolo delle giovani generazioni che manifestano un distacco totale dalla politica, il ruolo dell’intelligenza artificiale nei nuovi assetti del lavoro, le migrazioni di massa che spaventano i popoli dell’Occidente, sono temi che richiedono una riflessione di fondo e che non trovano non solo risposte ma neppure capacità di analisi da parte dei vecchi partiti. Va bene il partito plurale che discute apertamente, ma questo partito non lo fa, e quando lo fa non riesce mai ad arrivare ad una soluzione di sintesi. Un tema così importante come quello del riarmo europeo non può essere lasciato in mano a gruppi di parlamentari europei che stanno lì solo a salvaguardare il proprio posto. Che ruolo vuole avere l’Italia in Europa? Quale Europa vogliamo? E siamo proprio costretti a seguire questa logica del riarmo a tutti i costi?
Se ci poniamo nella logica della necessità del riarmo, prima o poi saremo coinvolti e travolti dal soffio dei venti di guerra che tirano nel mondo. Siamo sicuri che questo debba essere il futuro dell’umanità? Nel giro di neppure un quinquennio, la centralità politica del tema della salvaguardia del pianeta si è spostata verso la centralità della distruzione del pianeta. E il PD discute sulla collocazione di Picierno, Zingaretti e compagnia cantando, che sono legati alla poltrona e alla provenienza originaria dalla Margherita e dal PDS? Una politica del posizionamento interno e del parlarsi addosso che non fa presagire nulla di buono. Ci vorrebbe un nuovo congresso fondativo che coinvolga il mondo della scienza, della cultura, dell’università, delle giovani generazioni, del pensiero mobile e vigile del nostro tempo, per scalzare dalle loro sedie e dalle loro posizioni ossidate vecchi esponenti di un mondo del cattolicesimo democratico e della sinistra erede del PCI che si parlano addosso mentre il mondo gira a ritmi vertiginosi, in attesa che ci travolga tutti.
Tommaso Conti