Ricordo dell’attore e cantante Butinar recentemente scomparso
Cari lettori de Il Corace,
è l’articolo che non avrei mai e poi mai voluto scrivere.
Mi tremano le mani, fuori dalla finestra sento un odore acre, forse è fumo, sembra incenso, scende la sera, un preludio di buio, quello che piaceva tanto a noi, eterni nottambuli di giorni che mai potremmo più scrivere insieme… che peccato, che dolore, che assurdità. No, tu no, Gianfranco.
E’ un dovere ricordarti sul nostro giornale, ne sei stato un protagonista all’inaugurazione con un successo incredibile, il tuo show resterà scolpito nel cuore di tutti noi coresi perché di Cori sei stato cittadino onorario, un istrione gentile con la tua eleganza e il tuo stile. Naturalmente lasci uno straordinario ricordo della tua arte, dei tuoi spettacoli, della tua ironia, la tua musica che non dimenticheremo mai. Ci hai fatto sognare, ridere, cantare, gioire e questa sarà un’eredità che porteremo nel nostro cuore per sempre. Credimi: per sempre! Peccato amico mio, non doveva finire così… così presto, ma la vita non guarda in faccia a nessuno.

Riannodiamo i pensieri di un percorso insieme, straordinario, tante serate, mille risate, gioia infinita, le nostre confidenze, quando passavi di notte a Re di Roma, anche per un saluto, un succo di frutta e via di nuovo di corsa verso chissà quale meta, non potevi nemmeno immaginare, tu che eri un genio, quale destino ti stava riservando questa vita così crudele, così tosta, maledetta, maledetta quella notte!
Gianfranco Butinar, l’uomo gentile, il ragazzo affascinante, il giovane istrione, come il tuo maestro Franco Califano, che hai sempre osannato, che hai sempre raccontato con il cuore pieno di gioia, era il tuo gemello diverso, con la stessa genialità, due artisti veri, ne hai raccontato la sua vita come un film d’altri tempi, la gente ne restava incantata e molti hanno scoperto con te l’immensità del maestro Franco Califano.
A Roma, l’ultimo concerto il 1O giugno, al Parco Talenti, al 68 Village, con tanti amici, Stefano Raucci, Franco Schembri, Stefano Scartocci, Eric Daniel, Greta, la tua piccola Frida, che sciorinava sotto il palco e a volte la richiamavi e lei ti guardava felice, ci siamo abbracciati, coccolati, rincuorati per la nostra Inter, abbiamo mangiato un panino, io una birra, tu acqua minerale. E poi l’ennesimo concerto da urlo, fantastico, come al solito con la gente in festa, il mio amico David Magliocchi che cantava a gran voce dietro tutte le tue canzoni.
Ricordo ancora adesso, sprofondato nel dolore, quel 26 marzo 2019, lo spettacolo che abbiamo creato insieme al Teatro Brancaccio di Roma, 80 nostalgia di Califano, un successo, tanti ospiti, teatro pieno e noi complici ci guardavamo e tu eri felice, ne andavi fiero, ci siamo divertiti ed abbiamo festeggiato “Il Curriculum professionale dell’altro nostro fratello Roberto Bernardi” (ancora stiamo ridendo adesso) Ciao Gianfranco! Caro Gianfranco, le “note” più dolci che ci hai fatto ascoltare saranno le colonne sonore della nostra vita, ricordandoti con affetto, simpatia, gentilezza ed altruismo. Non ti dimenticheremo mai.
Massimiliano Pistilli
Presidente Associazione Stampa Libera