Sì al “Borgo” senza confronto in commissione

Ci si aspettava un confronto aperto sul punto posto all’ordine del giorno del Consiglio comunale convocato per il 23 giugno 2025, ma ciò non è accaduto. All’apertura dei lavori, la minoranza, nella persona della scrivente, venuta a conoscenza del recente provvedimento penale di confisca della villa abusiva costruita in zona artigianale con l’ordine al Comune di Cori di acquisizione dell’immobile al patrimonio dell’Ente, ha chiesto le dimissioni della Presidente del Consiglio Comunale, per motivi di etica. In risposta alla richiesta, il Sindaco ha rinnovato in nome di tutta la maggioranza la fiducia alla Presidente; peccato che la richiesta fosse stata formulata per motivi etici e nel rispetto dei cittadini! Sull’emendamento posto successivamente all’Ordine del giorno del Consiglio comunale, il Sindaco ha dichiarato di essere riuscito ad ottenere dalla proprietà Borghi D’Italia una somma ulteriore di € 50.000,00 da destinare al Comune per scopi benefici di ordine sociale, religioso, eccetera e ha affermato che parte di questa somma, contrattata con la proprietà, senza averne contezza documentale, sarà destinata al centro anziani. Peccato che nella Convenzione tutto ciò non sia menzionato.

Il Sindaco, inoltre, rispetto all’emendamento, ha dichiarato di aver ottenuto, per i 15 cittadini scelti di Cori e Giulianello, uno sconto ulteriore per accedere al Borgo, dal 25 % al 30 %; peccato che non abbiamo riscontri certi dei reali costi delle case-albergo per poter fare una valutazione di opportunità economica.

Ricordiamo, per amore della verità, che le case-albergo menzionate dal progetto sono destinate ad anziani autosufficienti come cita la Legge di riferimento regionale, contrariamente a quanto diffuso dalla maggioranza, equivocando che si tratti di un progetto per anziani non autosufficienti! Infatti, per poter accedere a tutti i servizi offerti, bisogna pagare a parte, oltre all’affitto delle case, così come per usufruire dei servizi socio-assistenziali e quindi, si tratta di importi assolutamente variabili e sicuramente non accessibili al Paese.

Sono rimasta colpita dal discorso tenuto dal Sindaco all’apertura della discussione, con il quale ha decantato tale progetto come il progetto del futuro, dichiarando che l’Amministrazione di Cori non si può occupare soltanto della pulizia e della manutenzione ordinaria del paese! Strano perché la prima cosa che manca a Cori è proprio la pulizia, il decoro urbano e la cura del cittadino.

Strano che durante il Consiglio Comunale, i 7 pareri contrari redatti dall’ex dirigente dell’Ufficio Urbanistico del Comune di Cori sulla variante oggetto del Consiglio, citati dalla minoranza, non abbiano suscitato perplessità nella maggioranza né alcuna considerazione in merito, così come non ci sia stata da parte della maggioranza alcuna risposta sulla più volte dichiarata assenza della certificazione di tutti gli Atti della conferenza decisoria del progetto, che avrebbe dovuto redigere la nuova dirigente dell’Ufficio Urbanistico del Comune di Cori, presupposto essenziale per poter portare il progetto in Consiglio comunale.

Tutto ciò considerato, non sorprende quindi che il Sindaco non abbia risposto neanche sull’appunto rivolto dalla minoranza per aver disatteso l’impegno assunto durante l’intervista rilasciata al giornale il Corace di convocare un’assemblea pubblica per rappresentare il progetto a tutti i cittadini. Ma forse, come appare evidente, aveva fretta di portare il progetto in Consiglio, a seguito di una Commissione urbanistica che si è svolta senza la partecipazione della minoranza!

Per quanto riguarda i membri della maggioranza, non hanno fatto altro che dar voce alla loro dichiarazione di voto a favore, come per fugare ogni dubbio sul loro appoggio al Sindaco!
La sensazione percepita è che nessuno dovesse proferire parole oltre al dovuto e concordato. Sembrava quasi troppo anche solo respirare.

Ciò che abbiamo apprezzato è la partecipazione dei cittadini di Cori, dei componenti del comitato civico contro il Borgo protetto che pazientemente hanno atteso la conclusione dei lavori, per poi rivolgersi al Sindaco e alla Giunta per rappresentare lo stato di abbandono in cui versa il territorio in cui vivono, Valle Sugatti, dove è stata costruita la RSA Giomi e dove si vorrebbe erigere il Borgo protetto.
La minoranza, comunque, non si ferma qui, andrà avanti perché crede nella bontà delle proprie ragioni e nell’interesse di tutti i cittadini.

Germana Silvi
Consigliere de L’Altra Città

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