Una proposta di Alessio Pistilli
…nessuno si senta escluso
E’ da queste parole che può partire un viaggio inusuale, fatto di creta e ricordi, di volti scolpiti nella materia e nella memoria collettiva. Un viaggio che ha un nome preciso: La Storia siamo noi, il progetto dell’artista corese Alessio Pistilli, nato dal bisogno – urgente e necessario – di rendere tangibile ciò che spesso scivola tra le pieghe del tempo: la gratitudine per chi ha fatto grande un paese. Cori, città d’arte e memoria. Cori, paese che non dimentica. Alessio Pistilli non è nuovo all’impegno artistico e culturale: la sua voce, le sue mani, il suo talento musicale e la sua formazione umanistica lo hanno portato negli anni a essere protagonista di molteplici iniziative. Anche quando è stato fisicamente lontano da Cori, il suo cuore è sempre rimasto legato a quei vicoli, a quelle piazze e a quelle storie che oggi diventano scultura. C’è un filo che unisce passato, presente e futuro. È un filo che si tende tra chi ha vissuto e lasciato un segno profondo e chi oggi cammina sulle stesse strade, cercando riferimenti, ispirazioni, radici. L’idea prende forma nel 2018, in occasione del primo evento in memoria di Francesco Porcari, artista e pittore corese. Alessio presenta una mostra di ritratti dedicati proprio a Porcari.
La risposta della comunità è forte, emozionata, sincera. Quelle opere sembrano riaccendere un sentimento comune, una voglia di ricordare, di raccontare, di ritrovare sé stessi nella storia degli altri. È lì che nasce l’idea: perché non restituire un volto a chi ha reso grande Cori? Perché non scolpire la memoria e renderla visibile, concreta, accessibile a tutti? Nasce così La Storia siamo noi: realizzare dieci statue a grandezza naturale dedicate ai coresi che con la loro vita e il loro operato hanno dato lustro al paese, per creare un percorso di memoria tra le vie della città. Nel 2020, dopo due anni di riflessioni, studi, raccolta di materiale e progettazione, Alessio presenta ufficialmente il progetto al Comune di Cori. Il progetto è ambizioso, ma chiaro: celebrare la storia locale attraverso l’arte pubblica, unendo memoria e futuro. L’obiettivo è duplice: onorare i grandi coresi e, allo stesso tempo, ispirare le nuove generazioni, offrendo loro esempi tangibili di passione, coraggio, visione. Tra le figure di spicco individuate si annoverano personalità di rilievo appartenenti a diversi ambiti culturali, artistici e religiosi.


Alessandro Marchetti, ingegnere aeronautico e pioniere dell’aviazione. Rosaria Tomei, poetessa e governante di Trilussa. Francesco Porcari, artista e pittore. Luigi Pistilli, attore. Cesare Chiominto, letterato e poeta dialettale. Elio Filippo Accrocca, poeta e intellettuale. Giovanni Pistilli, fondatore degli Sbandieratori dei Rioni di Cori (successivamente Monumento alla Bandiera). Maria Corsetti in Porfiri, donatrice all’ospedale Santa Maria Goretti di Latina del padiglione per i malati oncologici. Ambrogio Massari, teologo umanista e generale dell’ordine agostiniano. Monsignor Giuseppe Marafini, vescovo e studioso di pedagogia. L’idea è quella di installare le statue nei luoghi più significativi della città, all’interno del centro storico, creando così un percorso culturale e turistico che attraversi Cori, ne valorizzi gli spazi e ne racconti l’identità. Il progetto prende ufficialmente il via nel 2022 con la realizzazione del Monumento alla Bandiera – l’unico in bronzo – dedicato all’unicità della scuola della bandiera corese e approvato tramite una commissione artistica e la successiva delibera comunale. È un primo tassello, simbolico e concreto, che accende entusiasmo e curiosità. Ma, come spesso accade quando si toccano temi profondi e identitari, arrivano anche le critiche: c’è chi discute la scelta di realizzare il Monumento alla Bandiera, senza conoscere la totalità del progetto, chi non apprezza le modalità, chi teme che si tratti di un’iniziativa troppo ambiziosa o troppo fragile. Si sollevano giudizi affrettati, si alimentano discussioni. E poco a poco, il progetto, nato con tanta passione, si ferma.
Per alcuni anni, La Storia siamo noi rimane lì, in un cassetto. In attesa. Le statue non si fanno, il dibattito si spegne, l’entusiasmo iniziale sembra svanito. Ma chi ha avuto un’idea forte, se la porta dentro. E aspetta solo il momento giusto per tornare a darle voce. Come diceva Leonardo Da Vinci: “Non chi comincia, ma chi persevera”. Quel momento arriva nel 2024. Alessio decide di ripartire da un’altra strada: coinvolgere direttamente il territorio. Così nasce la proposta rivolta alle aziende locali: “adotta una statua”, ovvero finanziare una o più statue, diventando parte attiva del progetto e contribuendo alla sua realizzazione. Non si tratta solo di una sponsorizzazione: è un’adozione affettiva e simbolica, un modo per dire “ci siamo anche noi in questo racconto”. E qualcosa si muove. Alcune aziende accettano la sfida, credono nel valore dell’iniziativa, mettono a disposizione risorse e sostegno.
Il progetto riprende vita. L’idea torna a circolare, a entusiasmare. Ad aprile di quest’anno, il Comune approva una nuova delibera per definire le location delle future statue. Non solo piazze e vie centrali, ma anche angoli nascosti, luoghi legati alla vita dei personaggi rappresentati, in modo da costruire un percorso vivo, umano, diffuso. Il laboratorio di Alessio Pistilli si è rimesso in moto. Le prime statue prendono forma. Il processo è innovativo ma attento all’ambiente: si parte da fonti fotografiche e racconti, si realizzano bozzetti in creta, si passa alla modellazione 3D e stampa in plastica riciclata, infine si rifinisce ogni opera in resina resistente. Ogni statua sarà dipinta di una tonalità diversa, dando così colore al centro storico, e accanto avrà un QR code che permetterà di scoprire la storia del personaggio attraverso un video racconto realizzato da Alessio stesso, con il supporto delle aziende coinvolte.
La Storia siamo noi non è più solo un’idea artistica, ma una vera e propria iniziativa collettiva. È un percorso di memoria, di comunità, di identità. È un invito a non dimenticare, a raccontarsi, a riconoscersi. Le statue non sono semplici decorazioni urbane, sono testimoni silenziose di ciò che siamo stati e possiamo ancora essere. Cammineremo tra loro, magari in silenzio, magari spiegandole ai nostri figli. Ma in ognuna troveremo un frammento di noi. Perché, in fondo, la storia non è fatta solo dai grandi eventi, ma dalle persone che hanno scelto di fare bene il proprio pezzo di cammino. E se oggi possiamo guardarci intorno con orgoglio, è anche grazie a loro. Un paese che sa ricordare è un paese che sa guardare avanti. E Cori, oggi, ha deciso di farlo attraverso l’Arte e la Storia.
Tommaso Guernacci
Docente di Letteratura