A luglio il Comune di Cori ha ricevuto la convocazione dell’Assemblea straordinaria dei soci di Acqualatina S.p.A. fissata per il giorno 17/09/2025 e poi rinviata al 30/10/2025 , avente come oggetto: “Aumento di capitale sociale da euro 23.661.533 ad euro 53.661.533”.
La società motiva la richiesta di aumento di capitale sostanzialmente con una sofferenza di liquidità di cassa e con una esposizione a ritardi nell’erogazione dei rimborsi per opere PNRR. In particolare, sostiene che “la riduzione dell’incremento tariffario dal 9,5 % richiesto al 3,5 % approvato dai Sindaci ha poi drammaticamente compresso le previsioni di fatturato, e conseguentemente i relativi incassi, sul biennio 2024/2025 per oltre 25 milioni di euro. Il Comune di Cori in assemblea si esprimerà con voto contrario all’aumento del capitale sociale. Tale posizione è stata condivisa con molte amministrazione comunali in sede di assemblea dell’Ato, convocata dal Presidente della Provincia nei primi giorni di settembre, e dove è emersa anche la necessità di convocare i Consigli comunali prima dell’assemblea per legittimare il voto dei sindaci in assemblea.
La crisi finanziaria di Acqualatina non può giustificare la ricapitalizzazione della società ma dovrebbe stimolare una riflessione più profonda su come incidere strutturalmente sulla tenuta dei conti dell’ente gestore e una condivisione politica sul futuro della gestione di un bene comune come l’acqua. A nostro avviso, questa situazione può essere l’occasione di una prospettiva diversa di gestione, capace di guardare alla realizzazione di un unico ambito regionale per raggiungere realmente gli obbiettivi della legge Galli del ’93, e alla pubblicizzazione totale della gestione del servizio idrico. Avremmo discusso tutto questo nel Consiglio comunale il 16 settembre ma, su istanza di alcuni consiglieri di minoranza, lo abbiamo rinviato a data da destinarsi.
La motivazione addotta dalla minoranza è stata quella di avere la necessità di approfondire l’argomento e studiare gli atti. A nostro avviso, il reale motivo della richiesta di rinvio del Consiglio comunale è quella di aver risposto ad un ordine di scuderia arrivato dal loro partito di appartenenza, dal quale dipende l’intero CDA di Acqualatina.
Siamo convinti che anche la minoranza voterà contro l’aumento del capitale sociale di Acqualatina; lo ha già dichiarato in Commissione bilancio, e allora perché attendere, perché far rinviare il consiglio comunale, perché non agire in via del tutto indipendente dai giochi di potere, perché non esprimersi liberamente e senza condizionamenti di terzi, perché dare un colore politico alla questione di Acqualatina che rappresenta un bene primario per le persone e per le famiglie della nostra comunità? A noi non serviva altro tempo per approfondire una vicenda molto chiara a tutti sin dall’inizio.
La società Acqualatina si trova in grave crisi finanziaria e l’attuale CDA non può di certo scaricare la soluzione dei problemi sulle tasche dei cittadini e dei comuni.
Amministrazione Comunale