L’evento sulla “contronarrazione della follia” promosso da Polygonal e Collettivo Primo Contatto è giunta alla sua terza edizione e si è estesa anche a Cisterna di Latina
Partito due anni fa come un’azzardata scommessa, l’inSania fest è giunto quest’anno alla sua terza edizione con un intenso programma fatto di ben ventidue eventi distribuiti nell’arco di due mesi. Una variegata programmazione capace di spaziare dalle mostre alle presentazioni di libri, dagli spettacoli teatrali ai concerti e alle proiezioni, e che per la prima volta quest’anno si estende oltre le mura poligonali di Cori e arriva fino a Cisterna di Latina. Ma non solo: con il passaggio all’inSania Pride di Marco Cavallo – simbolo della rivoluzione basagliana che ha condotto alla chiusura dei manicomi – il festival di “contronarrazioni della follia” voluto dalle associazioni Polygonal e Collettivo Primo Contatto si apre ad una dimensione nazionale dove sempre più sono le voci che cercano di alimentare il discorso sulla salute mentale in questo paese.
Un risultato ottenuto grazie al lavoro di un esteso gruppo di volontari, ma anche ai contributi dei comuni di Cori e Cisterna di Latina, e agli sponsor BCC Roma e Aenova Group. Un discorso che si compone di diversi aspetti, dalla cura delle fragilità al rispetto dei diritti di tutti, e che proprio per questo motivo abbiamo definito più volte come un discorso essenzialmente politico, che trova la sua ragione di essere all’interno di una cornice comunitaria dove quello che conta è la qualità delle relazioni sociali che intessiamo con il nostro prossimo.

Proprio per questo motivo, inSania fest è un’esperienza profondamente corese, che è potuta nascere e fiorire in primo luogo grazie alla solidità delle radici comunitarie di questo paese, che hanno origini lontane nel tempo, in una cultura di partecipazione e vicinanza che è propria dei suoi abitanti. Ed è stato così dall’inizio: pensato da un cittadino corese, utente del DSM locale, che chiedeva alla comunità intera di volgere uno sguardo nuovo alla questione del disagio mentale. Questione che lui per primo si è caricato sulle spalle, ma che evidentemente – stante i dati dell’Organizzazione Mondiale per la salute – riguarda numeri sempre più alti della popolazione mondiale – e quindi si presume anche di quella corese.
E la risposta della comunità non è mancata, anzi è stata senza ombra di dubbio crescente anno dopo anno, fino a concretizzarsi nell’evento del Pride che coinvolge tutto il paese grazie a una vastissima rete di sostenitori. Al momento di chiudere quest’articolo per la stampa, il Pride 2025 non è ancora avvenuto, ma il ricordo di quello dello scorso anno è fatto ancora di gratitudine per i tanti locali e ristoranti che ci hanno permesso di fornire oltre 150 pasti gratuiti ai partecipanti, come anche ai tanti abitanti del centro storico di Cori monte che ci hanno donato tutto il sostegno necessario per l’occupazione artistica di vicoli e piazzette, offrendoci elettricità e collaborazione logistica di ogni tipo. E di questo si nutre l’inSania Pride: di un’assoluta volontà di mettersi in relazione e in sintonia con il resto della comunità.
Un’allegra e colorata rappresentazione di questa sintonia tra Cori e l’inSania fest è stata immortalata per sempre da Marco Cardilli, artista corese e amico dell’inSania fest sin dalla sua nascita, che ha regalato al festival una serie numerata di 50 riproduzioni di una sua opera, in cui si vede Marco Cavallo nel centro di Cori, circondato da persone e personaggi che hanno animato il primo inSania Pride. Personaggi tra cui non poteva mancare l’iconica presenza del direttore Emilio Magliano, che insieme al giornale Il Corace è sicuramente parte di questa vivacissima rete di relazioni che rende possibile anno dopo anno questa manifestazione.
Carlo Miccio
InSania Fest