Theodor Adorno, filosofo della scuola di Francoforte ed ispiratore dei movimenti del ’68, disse che dopo Auschwitz la poesia non sarebbe stata più possibile. Espressione paradossale ma che rendeva l’idea della grandezza di quella tragedia. Auschwitz adesso è tornato tra il mare e il deserto di Gaza, forse in termini numerici meno rilevanti, ma solo perché gli Ebrei in Europa durante la seconda guerra mondiale erano di più dei Palestinesi in Palestina oggi. Non volete definirlo genocidio, questione insulsa al cospetto della storia, definitelo sterminio. Tanto gli autori dello sterminio e quelli del genocidio e dell’Olocausto sono sempre gli stessi. Uomini irranciditi nell’animo. Ogni cosa da scrivere è diventata superflua, per cui mi astengo dall’inviare un banale articolo su un tema qualunque questo mese. Rispetto a quello che accade sarebbe banale e irrilevante. Questa è la mia personale ribellione. Per il niente che conta.
Tommaso Conti