Ospedale di Cori, che storia!

Dal 1877 ad oggi, le vicende del nostro nosocomio: un viaggio tra nomi illustri, successioni e vicende amministrative nelle quali a fasi alterne la vita della struttura si è riconosciuta. La lettera di Andreotti (nella foto) al sindaco Romolo Palombelli

La sede dell’ospedale “Santa Maria salute degli Infermi di Cori” si trova in un edificio donato dall’avv. Augusto Castaldi che, con atto formale del 12 maggio 1877, lo affidò al Capitolo di “Santa Maria della Pietà” al fine di ospitare un ospedale per la cura degli infermi. Nella stessa data, mons. Carlo Pasquali, con lascito personale, fondò l’ospedale. Successivamente, il 31 gennaio 1878, su proposta del Ministro degli Interni Zanardelli, il re d’Italia Umberto I lo eresse ad Ente Morale con decreto del 27 agosto 1878, approvando lo statuto e l’organico. È da ricordare che il merito della fondazione dell’Ospedale ad opera di mons. Carlo Pasquali e la sua gestione furono messi in discussione tanto da avviare un procedimento penale per peculato che si concluse con il pieno proscioglimento riconoscendo “ch’era stato da LUI ESCLUSIVAMENTE CREATO CON PROPRI SACRIFICI ECONOMICI E LA CUI ESISTENZA È L’AMBIZIONE DELLA SUA VITA…”. L’accusa fu mossa negli anni ’30 dall’Amministrazione Comunale, la quale riteneva che la gestione fosse pubblica e quindi nel consiglio di amministrazione dovevano sedere anche rappresentati dell’Amministrazione.

Sono da ricordare altri benefattori; tra questi fra Luigi Pistilli, religioso agostiniano, che, con atto notarile del notaio Benedetto Bucciarelli, il 13 luglio 1821 lasciò i suoi beni all’Istituto di “Carità della Valle” per la fondazione di un ospedale; Girolamo Neri che, con il suo testamento del 13 febbraio 1864 (notaio Luigi Zampini), lasciò tutti i suoi beni per la dotazione di un ospedale; fra Saverio Cupo, religioso, che, con testamento redatto dal notaio Lorenzo Prence, il 17 gennaio 1870 lasciò i suoi beni per la fondazione di un istituto per la “Carità del Monte”. Nel 1939, il Prefetto di Latina classificò l’ospedale “Infermeria per Acuti”; nel 1940, l’assistenza infermieristica venne affidata alle Suore “Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore”, coadiuvate da mons. Pistilli. Gli eventi bellici e l’occupazione tedesca determinarono una grave crisi organizzativa ed assistenziale: più volte i militari dell’esercito tedesco asportarono attrezzature e beni.

Successivamente alla loro cacciata, l’ospedale fu occupato dalla Croce Rossa e, congiuntamente, dalle forze alleate. A questo si aggiunsero i continui dissensi e la rivalità tra i due medici condotti nominati dalla Provincia di Latina e che prestavano la loro attività all’interno della struttura. Tutto ciò convinse, nel mese di febbraio del 1948, le autorità sanitarie della Provincia ad adottare il drastico provvedimento del licenziamento di tutto il personale sanitario e di assistenza e della chiusura della struttura. La popolazione di Cori, venuta a conoscenza del grave provvedimento adottato, minacciò “rappresaglie e l’attuazione di disordini pubblici” ove l’Autorità Tutoria non avesse provveduto d’urgenza al ritiro del provvedimento. La vicenda si concluse rapidamente con la nomina del dott. Renato Cieri, già primario di chirurgia dell’ospedale di Jimma A.O.I (Africa Orientale Italiana, Etiopia, con 450 posti letto). Gli succederà il chirurgo Bertrando Fochi; ad affiancarlo il dott Pietro De Rossi.

Nel 1952 l’Amministrazione dell’Ospedale dopo aver provveduto a sanare la situazione finanziaria e a rendere funzionale la sala operatoria, il gabinetto radiologico e tutti i vari reparti, aggiunse nel 1954 un nuovo servizio di consulenza pediatrica settimanale con il dott. Rino Morgante. Nel 1955 l’amministrazione avviò la revisione della classificazione da “Infermeria per Acuti” a “Ospedale di III livello”. Nel 1959 è la volta dell’istituzione del reparto lunga degenza e nel 1964 si avvia una collaborazione con il dott. Tommaso Corbi, specialista in anestesia e rianimazione, e con il dott. Gian Domenico Martina, radiologo che espletava il servizio di radiologia per i ricoverati e per l’utenza esterna.

Cenni storici: 1878 istituito con Regio Decreto del 31/07/878 quale Istituto costituito Corpo morale su lascito di Mons. Pasquali alla popolazione di Cori; nei primi anni ’40 l’Ospedale viene affidato alle Suore “Figlie di Nostra Signora del Sacro Cuore” con presidente del Consiglio di amministrazione mons. Pistilli; nell’anno 1952 viene classificato “Infermeria per acuti”; nell’anno 1965 si chiede l’ampliamento in base alla L. 547/1965 e riconosciuto come Ospedale di III Categoria; con DPR n. 682/1971, il Presidente della Repubblica Saragat lo eleva ad Ente ospedaliero; decade il Consiglio di amministrazione a sola ed esclusiva gestione religiosa e subentrano due rappresentati del Comune di Cori e due rappresentanti della Chiesa; il Pronto soccorso viene dotato di ambulanze.

Nel 1980 entra a far parte della USL LT/2; nel luglio del 1994 è presidio ospedaliero dell’Azienda USL di Latina sino alla chiusura nel luglio 1999. A quella data erano attivi: servizio di Pronto soccorso; reparto di Chirurgia, 44 posti letto; reparto di Medicina generale, 32 posti letto; reparto di Ostetricia e ginecologia, con annesso reparto di Neonatologia per 12 posti letto più 9 culle; reparto Lunga degenza presso il Santuario del Soccorso, 32 posti letto. Totale: 120 posti letto e nove culle. Al momento della chiusura erano presenti i seguenti servizi: Sala operatoria, Laboratorio analisi, Farmacia interna, Ambulatori, Fisioterapia, cucina e lavanderia interna. Riapre nel dicembre 2000 con 16 posti letto di Medicina, distacco dell’Ospedale di Latina. Chiude nel 2002.

Si ringrazia Archivio Santa Maria della Pietà di Cori.

Augusto Ciotti

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