Tra Russia e NATO, chi minaccia chi?

Riceviamo e Pubblichiamo

Vorrei ribaltare la tesi europea sulla pericolosità della Russia e di una sua eventuale invasione degli stati europei. È la NATO che minaccia la Russia. Domanda: Perché l’Ucraina vuole entrare nella NATO? Che cosa ne ha guadagnato finora? Risposta: Solo guerra, perdita di vite umane e territori.

Allora, forse, l’Ucraina non “voleva” proprio questo. Ma, “doveva”. Per creare un alibi agli USA, orfani della guerra fredda e nostalgici di quella calda, per vendere il loro più abbondante prodotto: le armi. È stata fatta immolare l’Ucraina di Zelens’kyj. Con l’appoggio degli attuali capi di governo dei paesi europei (in particolare della Spagna) e dell’Inghilterra.

I primi, per sottomissione e per coprire l’incapacità a gestire i problemi in cui versano. La seconda, essendosi autobruciata con il brexit, qualche cosa cerca di rimediare con le repubbliche baltiche, la Polonia, e i paesi scandinavi. Senza escludere un futuro ritorno in Europa. La Russia che si prepara ad aggredire altri paesi europei è una favola, un’elucubrazione al di fuori del principio di realtà. I dati ufficiali dell’istituto indipendente per le ricerche su conflitti, armi, controllo delle armi e disarmo (Sipri) dimostrano che attualmente la spesa militare dei Paesi Ue e della Gran Bretagna è circa tre volte superiore a quella russa (461,6 miliardi di dollari a fronte di 145,9 miliardi).

Negli ultimi 30 anni è stata la NATO a espandersi 16 volte a Est. E non la Russia a Ovest. Per prepararsi alla guerra il primo passo è l’invenzione del nemico. Sulla base di questo presupposto bisogna lavorare per far girare tutto il sistema in direzione della prontezza bellica. Questo è l’obiettivo perseguito dal Parlamento europeo con il piano “ReArm Europe”.

Maurizio Caporali

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