Per milioni di persone, la giornata non inizia veramente senza una tazzina di caffè. È convinzione comune che questa bevanda aumenti attenzione ed efficienza psicomotoria, ma quanto di questo effetto è dovuto alla chimica e quanto all’esperienza in sé? Proviamo a spiegarlo in cinque minuti, il tempo di sorseggiare un espresso in tranquillità…
Tanto per cominciare, la caffeina, principio attivo contenuto nei semi di Coffea Arabica, è una molecola semplice che ha rappresentato una vera sfida alla farmacologia: facile da isolare e identificare, ha rivelato un meccanismo complesso, la cui comprensione è stata per anni sfuggente. Oggi attribuiamo gli effetti su veglia e attenzione al blocco dell’adenosina, un nostro neurotrasmettitore, ma arrivarci ha richiesto decadi. Questo, però, non ne ha impedito la diffusione e oggi più che mai, con i prezzi in rialzo in tutto il mondo, può far piacere sapere che gli effetti del caffè non sono collegati soltanto a questo alcaloide, ma probabilmente al rituale del sedersi e gustarlo serenamente.
Michele Modugno
Farmacia De Gregorio