Famiglia Della Porta

Trovare notizie su questa famiglia è stato difficile: padre Santhe Laurienti non ne parla; deduco che la famiglia sia giunta dopo il 1636, data dell’Historia Corana ultimata. Ho sfogliato fonti documentarie; a complicare la ricerca, emerge che tra il 1400 e il 1800 si sono diffusi più rami dei Della Porta in Italia dal nord al sud. Ho rilevato la coincidenza che tra i Della Porta di Napoli e quelli del nord e centro Italia non mancano studiosi e scrittori, quindi i Della Porta condividono sì il nome ma anche l’arte, la scrittura e la nobiltà perché alcuni rami dei Della Porta sono nobili e con lo stesso stemma: una porta con le ante spalancate. Nel 1500 i Della Porta, artigiani della pietra, da Como si trasferirono a Roma come architetti. Lo scultore Giacomo della Porta (1532 – Roma, 3 settembre 1602) rese splendida la Roma barocca; a Velletri costruì il palazzo del Comune, che non ultimò perché morì. Non sappiamo quando un ramo dei Della Porta si fermò a Cori né quanto ci rimase, certo è che nel Cinquecento a Velletri era notaio il napoletano Ottaviano Della Porta con i figli notai che rogarono atti fino alla metà del Seicento. Ottaviano afferma di essere Neapolitanus et civis Veliternus (F. LAZZARI in Archivio Notarile di Velletri, vol. 344.2). Lazzari ritiene che Ottaviano e Gian Battista della Porta discendessero dallo stesso ramo napoletano e rileva che nel loro stemma è raffigurato il giglio, a dimostrazione che avevano accolto la casata angioina. Ambedue lasciarono Napoli contemporaneamente.

Ottaviano, notaio, giunse a Velletri; Gian Battista, scienziato e letterato, nel 1558 pubblicò la Magia naturalis dedicata a Filippo II e tra il 1561 e il 1566 viaggiò in Francia e in Spagna. Tornato a Napoli, fondò l’Accademia dei Secreti. Mi chiedo: un ramo dei Della Porta venne a Cori al seguito del notaio Ottaviano? il loro palazzo si affaccia su piazza Romana verso via Ninfina; sulla porta, lo stemma in pietra rappresenta una porta con le ante aperte, gli stucchi alle finestre ancora si mantengono. Ho sfogliato i registri parrocchiali settecenteschi di Battesimo, Matrimonio, Stati di Famiglia della Chiesa di S. Maria della Pietà rilevando che i Della Porta sono presenti, ben inseriti e prolifici. La famiglia s’imparentò con le più importanti famiglie di Cori: Picchioni, Prosperi Buzi, Tiraborelli, Riozzi, Tommasi, fondendo le rispettive nobiltà. Riporto brevemente alcuni dati: 1702, da Sebastiano Riozzi e Candida Della Porta nasce Cajetano; 1703, da Angelo Porta e Christina de Nigris nasce Margherita; 1704, da Petruccio de Montagna e una Della Porta nasce Margherita, da Angelo Isidoro Picchioni e Rosaria Montagna nasce Michelangelo battezzato da Michelangelo Caetani. Questo sintetico elenco di nomi conferma come le famiglie fossero unite da rapporti rinsaldati dai vincoli di sangue e di amicizia anche con i Caetani; tutti si spostavano a Cori e fuori Cori nelle cerimonie. Il palazzo attualmente è oggetto di restauro, progettista e direttore dei lavori è l’architetto Tommaso Agnoni che ci comunica:

«Da tempo conosco M. Cristina Misiti, collega consigliera nella Fondazione Camillo Caetani di Roma e poi mia vicepresidente alla Fondazione Roffredo Caetani di Sermoneta e le ho fatto conoscere Cori e le sue bellezze. E lei si è appassionata a Cori finendo per comprare, anni fa, un piccolo oliveto. Cristina è direttrice dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro, successivamente direttrice dell’Istituto Centrale per la Grafica, e fu in quella veste che prestò al nostro museo i rami originali delle Antichità di Cora di Piranesi per la mostra nel 2020/2021.
All’inizio del 2025 mi chiamò per dirmi che aveva comprato una vecchia casa a Cori per restaurarla e farne sede di una associazione culturale in cui portare tutti i suoi libri sugli argomenti di cui si era occupata nella sua attività e quelli del marito Paolo Crisostomi, titolare di uno studio che si occupa di restauro conservativo di beni bibliografici, documentari e storico-artistici su carta, sonori e audiovisivi, per farne la sede di studi, convegni, mostre ed altre attività. Andammo insieme a vedere la casa, all’imbocco su via Ninfina e con grande meraviglia mi trovai immerso in una casa antica con un bellissimo soffitto in legno con decorazioni pittoriche in un edificio che, scoprimmo dallo stemma in pietra sul bellissimo portone, era appartenuto alla famiglia dei Della Porta. L’immobile, abbandonato da decenni, era in condizioni estremamente degradate per la mancata manutenzione e per le infiltrazioni di acqua. Per mesi abbiamo portato avanti, tramite una ditta specializzata in restauro di importanti beni, che a Cori ha eseguito anche l’intervento nella Chiesa di San Salvatore, la ristrutturazione dell’appartamento, delle pitture e degli elementi originari quali gli infissi interni e due finti capitelli in muratura che reggono un arco che, sostituendo la muratura, ha permesso in passato di realizzare un grande salone. Da quello che ho potuto interpretare esaminando le murature e le aperture di collegamento con altri appartamenti chiusi e dalle diverse modalità costruttive e decorative, ci troviamo di fronte a un edificio che ha avuto almeno tre interventi importanti che lo hanno modificato. Inizialmente, probabilmente l’appartamento faceva parte di un insieme di fabbricati minori di epoca antica che nel 1862, come si vede dalla data incisa alla base dello stemma in pietra posto in alto sul portone che dà sulla strada, fu acquistato dai Della Porta, che riunificarono internamente tutti i fabbricati per farne una ricca dimora e diedero un volto unitario alla facciata, come si vede ancora e di cui si leggono le decorazioni in stucco al di sopra delle finestre. Successivamente l’intero edificio, presumibilmente nei primi anni del ’900 e forse per il trasferimento da Cori della famiglia, è stato di nuovo frazionato nella attuale suddivisione in appartamenti. Spero che il restauro di questa parte, ancorché piccola, possa restituire l’immagine dell’importanza, ricchezza e sfarzosità del passato ma soprattutto sono sicuro che la realizzazione di un Centro di Documentazione e Studio sugli argomenti di cui ho detto arricchirà Cori di un nuovo punto di interesse».

Stupita, ringrazio Tommaso Agnoni per aver riportato il suo intervento conservativo, ed anche per aver fatto conoscere Cori a Cristina Misiti e al marito Paolo Crisostomi, che se ne sono innamorati tanto da comprare, restaurare e costruire non una seconda casa ma un Centro che restaura, salva e produce cultura. Ringrazio anche loro a nome del Corace.

Giancarla Sissa

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