La casa-torre di via Accrocca. È da capitozzare?

Il crollo parziale della torre dei Conti, per i romani “tor de’ Conti”, eretta nel IX secolo dalla famiglia Conti di Anagni, ci ricorda che anche qui a Cori abbiamo una torre presumibilmente eretta nello stesso periodo o comunque con la stessa filosofia. La casa-torre medioevale era insieme strumento difensivo e monumento del prestigio e della ricchezza familiare. Nel tessuto urbano di Cori sono presenti alcune di queste case-torri, nel caso specifico quella di via Accrocca ha una rilevanza storica significativa (immobile di interesse storico-artistico sottoposto a tutela). Ha tutti gli elementi architettonici di una casa-torre di origine medioevale: pianta quadrata “opus quadratum”*, si sviluppa per una altezza significativa (trenta metri circa), ha finestre molto strette e l’ingresso porta ad una scala diretta ai piani superiori, stretta e ripida, posizionata sul lato sinistro per chi entra (emula le porte “scee” da skaiós = sinistro). Questo obbligava gli eventuali assalitori a portare con difficoltà e solo uno alla volta, l’eventuale attacco e l’accesso ai piani superiori. È costruita attingendo prevalentemente al materiale tufaceo sottostante la torre; ciò è confermato dalle ispezioni di tecnici geologi incaricati dall’Amministrazione comunale sin dall’anno 2015; le ispezioni hanno rilevato la presenza di grotte, cunicoli e cavità che si dipanano verso via Goldoni, che interessano tutto il quartiere ai margini di Santa Maria della Pietà e sono riconducibili ad attività estrattive del “banco di tufo sottostante”. La torre è stata risparmiata dai bombardamenti dell’ultimo conflitto bellico; diversa la sorte per l’edifico che la inglobava e per le altre costruzioni che a Cori Valle seguirono lo stesso destino: parte di palazzo Riozzi, piazza Romana, via delle Colonne, Santa Caterina di via Fuori Porta Ninfina, distrutta completamente.

Bombardamenti destinati sicuramente alla distruzione di Santa Maria della Pietà, salva per miracolo. Negli anni ’90, l’intero manufatto ha subito interventi di consolidamento con tecniche di “infiltraggio” con prodotti innovativi a base di cemento e di ingabbiamento con messa in opera di travi in ferro che hanno riguardato l’intera struttura. La prima ordinanza che chiedeva alla proprietà (Bonansea SRL) interventi aggiuntivi è del settembre del 2011, la nº 19, completamente disattesa, tanto che l’Amministrazione dell’epoca, al fine di evitare pericoli per la pubblica incolumità, ha provveduto ad adottare impegno di spesa sostitutivo incaricando una ditta specializzata per la messa in opera di ponteggi specifici per un importo di 52 740,00 €. Nell’arco di un decennio si sono succedute diverse ordinanze (la nº 6/2012 e la nº 6/2014) tutte destinate all’Amministratore delegato della Bonansea SpA e di Bon Ima SRL. Tutte avevano per oggetto la diffida ad adempiere al fine della messa in sicurezza del manufatto. Nel 2015, con atto determinativo nº 301 del 25 settembre, si è proceduto ad adottare impegno di spesa per l’avvio dello studio preliminare della messa in sicurezza della torre.

A maggio 2025 il sindaco Mauro Primio De Lillis ha chiesto agli uffici tecnici di avviare le procedure per la ulteriore messa in sicurezza con fondi comunali visto che nel frattempo l’immobile è passato di “mano”; risulta infatti di proprietà della Equitalia Nord. È da ricordare che, durante un confronto tra l’Amministrazione e la Procura della Repubblica di Latina nell’anno 2000, al fine di trovare una soluzione, visto che la proprietà era stata più volte denunciata e risultava latitante ed inadempiente, i “pontini” proposero di mozzare la casa-torre. Visto l’andazzo e le somme spese tutte a carico della collettività, forse sarebbe stata la soluzione migliore.

Tecniche costruttive dell’edilizia storica. Conoscere per conservare, Donatella Fiorani, Daniela Esposito, Viella, Roma 2005.

Augusto Ciotti

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