Cari lettrici e lettori de «il Corace», siamo stati invitati alla presentazione delle infrastrutture realizzate per le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, i Giochi Diffusi che si estendono su tre regioni (Lombardia, Veneto e Trentino Alto Adige) ed in sette comuni.
I Giochi Olimpici partiranno venerdì 6 febbraio 2026 per terminare domenica 22 febbraio.
L’importanza di aver realizzato investimenti per oltre 3,5 miliardi di euro su 22 000 chilometri quadrati, fatto la bellezza di 67 interventi tra strade, ferrovie e treni e reimpiantato 10 000 alberi è che tutto rimarrà alle persone e ai territori, così che nei prossimi anni potrebbe aiutare un turismo sempre più in crescita.

Nel Piano olimpico sono state eseguite 98 opere infrastrutturali, con 47 impianti sportivi, 51 infrastrutture di trasporto, creando una fruibilità dei territori veramente imponente. Queste olimpiadi lasceranno opere tangibili, sviluppo concreto e opportunità durature nel tempo, di cui tutti gli italiani ed i turisti potranno usufruire.
Dal 26 gennaio 2026 aperte al traffico le varianti di Tai e Valle di Cadore, «opera strategica per le Olimpiadi e per il futuro della viabilità di montagna». Con l’apertura delle due varianti, si consegnano al territorio due delle opere più importanti realizzate da Anas negli ultimi anni in un’area di montagna. Non parliamo più di cantieri o di programmi, ma di infrastrutture al servizio del Paese che testimoniano l’impegno di Anas per una mobilità più moderna e sicura, in un contesto montano complesso ed in continua evoluzione.

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono finanziate da un mix di fondi pubblici (Stato, Regioni Lombardia e Veneto, Province autonome) e privati (sponsor, vendita di diritti e biglietti), con lo Stato che copre una quota significativa per le infrastrutture e in caso di deficit della fondazione organizzatrice, mentre i privati (Intesa Sanpaolo, Eni, Esselunga, ecc.) contribuiscono con ingenti sponsorizzazioni. Le mascotte ufficiali dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano-Cortina 2026 sono due ermellini di nome Tina e Milo. Tina, con il manto bianco, rappresenta le Olimpiadi, mentre Milo, con il manto bruno, rappresenta le Paralimpiadi. Sono stati scelti per rappresentare la natura alpina, l’adattabilità e la montagna.
I cerchi olimpici, ideati da Pierre de Coubertin nel 1913, rappresentano l’unione dei cinque continenti abitati (Africa, Americhe, Asia, Europa, Oceania) e l’incontro di atleti da tutto il mondo nello spirito di fratellanza e pace. I cinque anelli intrecciati (blu, giallo, nero, verde, rosso) su fondo bianco indicano collaborazione e inclusione e riprendono i colori presenti in tutte le bandiere nazionali.
La speranza è che tutti possano recepire il significato dei cerchi olimpici e che i potenti del mondo ne prendano esempio e dichiarino la fine delle ostilità belliche, perché la gente vuole la PACE.
Massimiliano Pistilli
Presidente Associazione Stampa Libera