Una relazione che si logora giorno per giorno. La manipolazione maschile
All’inizio non si vede. Non ci sono urla, né porte sbattute. Anzi, spesso tutto sembra normale. Poi, lentamente, qualcosa cambia. Quando un uomo usa la manipolazione psicologica nella coppia, il rapporto si trasforma in modo sottile ma profondo. Le parole diventano ambigue, i gesti confondono. Un giorno ti senti amata, quello dopo sbagliata per qualcosa che non riesci nemmeno a capire davvero. Succede che inizi a dubitare di te stessa. Ti chiedi se hai esagerato, se hai capito male, se sei troppo sensibile.
Lui magari ti dice che “ricordi male”, che “ti inventi problemi”. E pian piano, senza accorgertene, perdi sicurezza. È come se qualcuno spostasse continuamente il pavimento sotto i tuoi piedi. La manipolazione non è sempre evidente. Si nasconde nelle piccole frasi, nelle critiche ripetute, nel farti sentire in colpa anche quando non dovresti. E intanto ti abitui. Ti adatti. Cerchi di fare meglio, di non sbagliare più, di tornare a com’era all’inizio. Inizialmente, fai piccoli tentativi di ribellione, poi in te si insinua la resa, quella che gli psicologi chiamano “impotenza appresa”, ti convinci che qualsiasi cosa farai, non riuscirai mai a liberati da quelle catene invisibili, che ti avvolgono e ti stringono sempre più.
Ma quel ritorno spesso non arriva. Nel frattempo, lui diventa sempre più centrale, mentre tu ti sparisci piano, piano. Non perché sei debole, ma perché sei entrata in un meccanismo che logora piano, giorno dopo giorno. Riconoscerlo non è facile. Però è fondamentale. Perché una relazione sana non ti fa sentire confusa o sbagliata: ti fa sentire vista, ascoltata, rispettata. E soprattutto, libera di essere te stessa.
Virginia Ciaravolo
Psicoterapeuta-Criminologa
Pres. Associazione “Mai più violenza infinita”
Consulente/Docente Polizia di Stato