In politica, come in altri campi dell’agire umano e sociale, esiste una scala valoriale che presuppone una gerarchia. Ciascuno la sceglie per conto proprio in base alle singole sensibilità. Etica, di giustizia (è giusto o non è giusto?) e di opportunità. In politica conta, in determinati casi, l’opportunità. La politica si plasma anche, e a volte soprattutto, sul pragmatismo. Le dimissioni della consigliera Annamaria Tebaldi da Presidente dell’assise cittadina sono state, ad avviso di questo giornale, opportune. E necessarie. A determinare tale necessità il crescente clima di attenzione e di artefatta tensione che si era determinato in città intorno alla nota vicenda che la riguarda. Valutiamo questo gesto dignitoso, responsabile e consapevole della sua ineludibilità. Ne ha preso atto la stessa (ex) Presidente: «È un atto che devo innanzitutto alla mia città che merita di avere alla propria guida una maggioranza serena e libera nella prosecuzione dell’attività politica e amministrativa».
In queste motivazioni c’è la sintesi della nostra richiesta esplicitata in più occasioni, scevra da ogni personalismo. Ma, anzi, senza mai far venire meno il rispetto verso l’interessata. Ci atteniamo, come «Il Corace», a valutazioni politiche e mai etiche che sono sempre un campo minato. Lo stesso sindaco, in Consiglio comunale, citando un padre nobile del Socialismo come Rino Formica, ha ricordato che la politica «è sangue e sterco». Passione e frullatore di fango. E questo tossico ventilatore di sterco da tempo stava inquinando il civile confronto democratico nella nostra comunità, anche con il supporto palese di qualche giornale di provincia. Ora − da un punto di vista amministrativo − è il momento di guardare avanti e di realizzare in questo ultimo miglio che ci separa dalle elezioni, da parte della Maggioranza, gli obiettivi prefissi e annunciati nel piano di programmazione.
Bisogna concentrarsi, Sindaco, sulle cose che restano da fare ma − suggeriamo − di farle insieme alla cittadinanza, migliorando la comunicazione e favorendo la partecipazione, sinora molto carente. Tenendosi lontani da tentazioni di autosufficienza e di autoreferenza che apparirebbero fuori luogo. Ma, soprattutto, è il caso − altro suggerimento − di valorizzare le tante energie fresche, giovani, colte e ricche di entusiasmo che fibrillano nelle associazioni del nostro territorio: aprite le finestre, è primavera! C’è, Sindaco, ancora un cammino da percorrere. Lo si faccia gettando il cuore oltre l’ostacolo!
Em. Ma