Riflessioni sul risultato a Cori e Giulianello
Salutiamo con giubilo la vittoria del fronte del NO nel referendum costituzionale del 22 e 23 marzo e, senza scendere in una vuota retorica della difesa ad oltranza della Costituzione, va detto che il risultato va attribuito al merito di una generazione, quella dei giovani dai diciotto ai trenta anni, negletta dalla politica e dal “mainstream” dei giornali e della televisione e non intercettata neppure dai sondaggisti. Seguo da circa una quindicina di giorni una rete telematica degli studenti italiani e mi ero reso conto del loro interessamento al voto referendario, pur non avendo ovviamente previsto l’incidenza di questo interesse sul risultato.
Avevo evidenziato però, nel precedente editoriale su questo giornale, che l’impedimento opposto dal governo al voto degli studenti e lavoratori fuori sede era un vero e proprio attentato alle libertà democratiche. Probabilmente la rete degli studenti italiani ha sommato l’ostilità del governo nei loro confronti, durante le manifestazioni e con la riproposizione dell’istituto del fermo preventivo, istituto giuridico la cui origine risale all’Ordonnance Criminelle di Luigi XIV del 1670 e usato anche in Italia nel periodo del terrorismo, ha messo insieme le dichiarazioni del buon Piantedosi che equipara i manifestanti ai delinquenti che spaccano le vetrine, ha subodorato il sospetto che la destra storica ha sempre avuto nei confronti del diritto allo studio esteso ai ceti democratici, lo ha messo insieme all’ostacolo del diritto di voto agli studenti fuori sede e alle dichiarazioni violente dei rappresentanti del governo contro la magistratura, e con questo insieme di ingredienti ha cucinato una bella polpetta avvelenata nei confronti del governo e della sua subdola strategia di eversione della divisione dei poteri. Ecco servito il risultato referendario.
Adesso i partiti di opposizione hanno nelle mani la possibilità di costruire su questo voto un’alternanza politica, ma non è detto che non la sprechino, se non mettono da parte le dono conto della necessità di mobilitazione dei partiti sulle questioni programmatiche che riguardano tutto il paese, con particolare riferimento alla questione giovanile, che costituisce nient’altro che il nostro futuro, per quel poco che è rimasto a chi scrive.
Il voto referendario nazionale si lega anche alle questioni locali.
Cori è come al solito il primo paese della provincia per affluenza alle urne e per percentuale di voto nei referendum, ma c’è qualche novità di cui tenere conto.
Quella più rilevante mi sembra il voto di Giulianello, controcorrente rispetto a quello di Cori. In linea generale nel paese il NO si afferma con una percentuale del 56,41 contro il SÌ fermo al 43,59.
Tuttavia, se scomputiamo i voti tra le sezioni di Cori e Giulianello, a Cori il NO si afferma con il 60,32 per cento, e il SÌ al 39,60, con una differenza di quasi 21 (ventuno) punti.
Mentre a Giulianello prevale il SÌ con il 51,63 per cento e il NO fermo al 48,37. Con un ribaltamento di 24 punti, da 21 sopra a 3,3 sotto.
Allora, io so bene la ragione di questo, se qualcuno se la vuole far spiegare gliela spiego. A Giulianello non esiste più neppure una parvenza di sezione di partito di centrosinistra da moltissimi anni.
Fino ad un certo periodo ha sopperito l’Amministrazione con una presenza assidua e continua.
Sindaco, Vigili e Servizi Sociali presenti e aperti presso la delegazione. Azione quasi paritaria dell’Amministrazione nel rapporto fra centro e frazione, per molti anni.
Nell’ultimo consiglio comunale del 26 marzo ho ascoltato il lungo resoconto degli interventi programmati dal Sindaco e dalla Giunta per il fine consiliatura: su una trentina di interventi circa, il nome di Giulianello compare solo un paio di volte.
Mi sono stupito che nessuno lo abbia fatto rilevare, probabilmente è sfuggito anche al di solito attento consigliere del Psi. Da tempo Giulianello cova di nuovo un sentimento di abbandono nei confronti dell’Amministrazione corese e questo di certo non aiuta.
Tuttavia, se l’Amministrazione è quasi sparita, è diventata assidua l’azione dell’opposizione con i socialisti; infatti questi ultimi facevano propaganda per il SÌ, e il risultato si è visto.
Il MAG, di solito molto attivo a Giulianello, è composto di persone di destra e di sinistra e quindi non si è esposto sul referendum, ma è l’unico puntello rimasto ad oggi a Giulianello per questa Amministrazione.
Checché ne pensi qualche “notabile” del Pd di Cori, a cui questa Amministrazione presta molto ascolto.
Un saluto.
Tommaso Conti