Magia ed emozione del teatro: Cinquant’anni sulla scena

Entusiasmo e primi applausi nella sala Acli di Piazza Ninfina.

Come accennavo all’inizio di questa rubrica, la sede delle Acli di pazza Ninfina, a Cori, è stata la prima nostra vera “palestra” del teatro, e per quanti, giovani, erano attratti dalle emozioni del palcoscenico. La sala era, naturalmente, rabberciata alla meglio, priva di tutte le norme essenziali per essere dichiarata sede di teatro. Su quel palcoscenico ho ideato i primi dialoghi, accompagnati dalla già spumeggiante verve artistica di Roberto Bernardi che accompagnava con il canto e la chitarra gli scherzi comici scaturiti da incontri “all’osteria”, o da collage di farse aventi per tema momenti di attualità quotidiana dell’ambiente corese. Intanto, pensavo già di proporre agli amanti del teatro una serie di spettacoli legati ad una rassegna che ospitasse anche compagnie teatrali originarie di altri paesi. Oltre alle rappresentazioni , con il mio gruppo “Gli Amici del Teatro”, mi ero impegnato ad offrire agli ospiti invitati, una cena, così da trascorrere insieme altri momenti utilissimi ad intensificare il rapporto di amicizia tra noi ed altre realtà artistiche. Ricordo con particolare simpatia, tra i vari Gruppi Teatrali, le prime rappresentazioni del “Piccolo teatro” di Gaeta.

da sin. Augusto Del Ferraro, Roberto Bernardi, Guido Bernardi, Gino Ricci, Luigi Lana

Tra loro c’era una splendida ragazza che poi è diventata attrice professionista, di nome Fatima, e qui il siparietto innescato dal già vulcanico Girolamo che, fuori piazza Ninfina, quando la vide le si inginocchiò davanti; alla richiesta della ragazza del perché di tale gesto, Girolamo, compunto rispose: “so’ visto la Madonna”, riferendosi al nome Fatima. In occasione della cena con gli amici di Gaeta, questi si presentarono con un enorme sacco di iuta pieno di cozze; la serata trascorse tra le prelibatezze nostrane e quegli splendidi frutti di mare. La sala, accennavo prima, non aveva affatto i requisiti richiesti per essere considerata adatta ad ogni forma di intrattenimento. A tale proposito racconto un episodio spassosissimo legato proprio a tale problema. Non abbiamo mai saputo se per suggerimento invidioso di qualcuno o per casualità, un giorno, mentre eravamo intenti alle prove, si presentarono in sala degli ispettori. Pietrificati da tale imprevisto, seguivamo il presunto ispettore capo che osservando l’ambiente, chiedeva informazioni sulle norme di sicurezza eventualmente esistenti: porta antipanico, impianto elettrico a norma, palcoscenico e spogliatoi con particolari requisiti, ricevendo da noi sconsolati dinieghi su tutte le richieste. Ma il momento divenne terrificante quando l’ispettore chiese: “ma almeno avete un’uscita di sicurezza?” Ero bloccato dal panico totale, consapevole di avere soltanto quel portoncino che immetteva su Piazza Ninfina, dal quale entravamo ed uscivamo, quando il solito incoscientemente geniale Girolamo Balestra rispose immediatamente: “certo che abbiamo l’uscita di sicurezza”. Noncurante del mio sguardo di rimprovero, disse all’ispettore: “prego seguitemi”. Sulla parte sinistra, guardando il palcoscenico, c’era una porticina alta non più di una cinquantina di centimetri, scomodissima perfino ad aprirla, che dava direttamente a strapiombo sul fosso: Girolamo la aprì e disse all’ispettore: “ecco questa è l’uscita di sicurezza”.

L’ispettore si affacciò e si ritrasse subito terrorizzato dicendo: “ma qui si cade direttamente in un fosso”: E Girolamo, senza scomporsi aggiunse: “senta ispettore, se la sala andasse a fuoco, lei non si lancerebbe qui di sotto?” L’ispettore ci guardò un attimo esterrefatto, si mise le mani ai capelli e poi, forse consapevole di avere a che fare con dei pazzi, se ne andò farfugliando, senza farci incorrere in nessun provvedimento legale. Ancora oggi, ricordando quei momenti non facciamo altro che ridere della nostra incoscienza di allora.

Gli “Amici del Teatro”_2002

Il primo vero successo degli “Amici del teatro” avvenne con la commedia “Mattia e le femmene”, da me scritta nel 1975. La trama è incentrata sul tranquillo menage di una famiglia che viene, improvvisamente, scosso dall’arrivo di Fiorella, fidanzata di Gianni, figlio di Mattia. La ragazza, per i suoi modi e le forme avvenenti, colpisce di più il padre che si definisce “intenditore de femmene”. Con un finale a sorpresa verrà ristabilita la routine familiare. Si ride moltissimo per le vicende che accadono e per la peculiarità di alcuni personaggi. Il successo riscosso, porta gli “Amici del teatro” ad esibirsi anche a Lariano, Latina, Velletri, Norma, Maranola di Formia. Lo stesso lavoro viene ripreso e rivisitato negli anni 2002, 2003, 2005, e ancora recentemente è stata riproposta con part icolare entusiasmo. Ciò è dovuto al fatto che ho posto in evidenza le realtà che ci circondano, mettendo in risalto gli usi e costumi locali, in un turbinio di eventi mirati non soltanto a sollecitare la risata, ma a denunciare aspetti e contraddizioni di una quotidianità tipica non soltanto di Cori, ma comune ad ogni convivenza. La prima rappresentazione, del 1975, ha registrato la presenza in scena di Girolamo Balestra, Giuliana Zerilli, Mena Balestra, Gino Ricci, Guido Bernardi, Marietta Collinvitti e Rosaria Ducci. Successivamente, negli anni, si sono avvicendati molti altri giovani, alcuni dei quali, pur avendo, poi, abbandonato il Gruppo, hanno contribuito, con il loro sostegno, all’affermazione e alla durata, nel tempo, degli “Amici del Teatro”.

Tonino Cicinelli

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