Lunedi. Inizio stanco di settimana. Ti sei svegliata con la preoccupazione di cosa fare, ti vesti, prendi la macchina, ti metti in viaggio. Un viaggio lungo, ma forse troppo breve per far diradare i pensieri. Pensieri che ormai giorno dopo giorno diventano sempre più cupi, sempre alla ricerca di una frase di conforto, di una frase che non arriva mai. Non so più cosa pensare, ti vedo persa, un po’ affranta. Però sono sicuro che tu andrai avanti. I giorni passano, il tuo impegno è sempre al massimo. Fai qualche domanda, forse neanche troppe. Forse ne devi fare di più. Sembra che tu stia li aspettando qualcosa. Qualcosa che possa mutare questa situazione, questa situazione in cui sei in attesa, in cui tutti noi siamo in attesa. In attesa di un qualcosa che forse non arriverà mai, in attesa di una situazione non più esasperata.
Il viaggio continua, ti vedo che osservi tutto quello che ti circonda. Metro dopo metro, chilometro dopo chilometro. Durante il percorso leggi i nomi di varie aziende, qualcuna più f lorida, qualcuna con un po’ di problemi. Fai mente locale su quale hai già contattato e sei in attesa ed a quale devi ancora scrivere. Si lo capisco, forse anche troppo. Non sei tranquilla, non sei serena, però imperturbabile ogni giorno percorri la stessa strada e cerchi di fare il massimo. Forse è proprio quel massimo che oggi non ti aiuta, forse va solo un po’ razionato. Tutto il giorno impegnata, dedicata troppo ad un mondo che non ti merita. Un mondo che si sta ripiegando su sé stesso. Un mondo che senza te non sa dove andare, ma che vuole ostentare un’arroganza di conoscere tutto e tutti. I giorni scorrono lenti e veloci, allo stesso tempo la preoccupazione per il domani è forte, l’ho capito anche se tu continuamente cerchi di nasconderla. Nascondere però è un qualcosa che non ti appartiene. Tu sei libera, libera da tutto e tutti, non ti fai fagocitare da quell’apparenza ad oggi sempre più necessaria per procedere, andare avanti. Quell’apparenza che a te non appartiene. Tu sei così, tu non appari. Tu lo sei e basta.
La settimana volge al termine, tu hai fatto sempre il massimo, gli altri un po’ meno. Anzi molto meno, forse quasi nulla. Lasciano il tempo correre, lasciano il tempo correre invano. Perché? Non lo sa nessuno, non lo sanno neanche loro così spavaldi, noncuranti di nulla. Ed invece se non fosse così? Se banalmente avessero solo paura di te? Paura di quello che sei, paura di una forza assoluta che possa mettere da parte questo periodo cupo, di tenebre senza aspettative. Forse hanno capito che con te non potevano vincere, non potevano vincere nella distruzione di quel mondo lì, quel mondo di cui loro vorrebbero impossessarsi per sempre. Si, è un tentativo, forse pensano di riuscirci. Ma non sarà così per sempre. Anzi andranno avanti molto poco, forse quel poco che basta a turbare il tuo io. No. Non ne saranno mai in grado. Adesso la settimana è proprio finita, nessuno si è fatto sentire. Il tempo ha avuto il sopravvento. Ti vedo sconfortata, triste. Passa qualche ora e ti vedo sempre più arrabbiata. Invece non devi esserlo, pensaci meglio. Nelle prossime settimane inizierai una nuova avventura. Tu puoi fare molto di più, tu sei più in gamba di tutti loro. Tu puoi fare tutto quello che vuoi, quello che oggi ti sembra impossibile. Quello che oggi è inarrivabile per i tuoi pensieri. Scorgo adesso una luce nei tuoi occhi, ti sposti i lunghi capelli scuri da un lato. Forse vuoi vedere meglio cosa hai intorno. A me non serve vedere altro, mi è stato sufficiente quel bagliore. Si, quella luce che sembra scaturire dai tuoi occhi, in grado di illuminare questo mondo oscuro ed in grado di tracciare la strada. La strada di un futuro raggiante. Pronta per la prossima avventura? Io intanto ho trovato la mia luce.
Antonio Moroni