Nuove frontiere

Sempre più avanti il dialogo tra informatica e “l’umano”

Raccontano che il maestro di una scuola elementare tedesca, nel tentativo di contenere l’esuberanza dei suoi allievi, ordinò loro di eseguire la somma dei numeri da 1 a 100. L’esercizio li avrebbe tenuti impegnati il tempo sufficiente a riportare la calma in classe. O almeno così sperava. Quasi subito infatti, con grande sorpresa del maestro, un bambino si alzò in piedi e fornì la risposta esatta: 5050. Dov’era il trucco? Come era stato possibile effettuare il calcolo così velocemente? Quel bambino aveva immaginato di disporre in fila, uno dietro l’altro, i numeri da 1 a 100 e aveva notato che sommando il primo e l’ultimo, 1 e 100, si sarebbe ottenuto 101. Similmente, sommando 2 e 99, e ancora 3 e 98, e così via f ino all’ultima coppia possibile, 50 e 51. Per farla breve, 50 coppie di numeri, ognuna con somma pari a 101, il risultato finale doveva essere 101 moltiplicato per 50, ovvero 5050. Risposta esatta. Nessun trucco, solo immaginazione. Un classico esempio di soluzione elegante, intendo, in senso estetico. Non solo intelligente dunque ma anche bella, se così si può dire. Ebbene, la stessa identica risposta che ho ottenuto da ChatGPT alla domanda “Trovami una soluzione, se possibile elegante, al problema di sommare i primi 100 numeri interi”. Un software basato su intelligenza artificiale, è in grado di fornire una risposta non banale a un problema anch’esso non banale per quanto semplice? Sembrerebbe di sì e la cosa non deve sorprendere. Tali software, sono progettati con lo scopo di simulare una conversazione con un essere umano. A dire il vero, un essere umano un tantino speciale, che ha letto e memorizzato milioni di libri in centinaia di lingue diverse e che è in grado di generare all’istante, a partire da ciò che già conosce, la risposta a qualsiasi nostra domanda o richiesta. Può scrivere poesie, comporre canzoni, disegnare figure, suggerire pezzi di codice informatico, riassumere documenti, risolvere complessi problemi di fisica, redigere articoli credibili sugli argomenti più disparati. Alcuni giudici l’hanno usato per formulare argomentazioni legali, per non parlare dei molti insegnanti terrorizzati dall’impiego che gli student i verosimilmente ne faranno. E la lista potrebbe continuare all’infinito. ChatGPT è stato rilasciato a novembre del 2022 da una organizzazione no profit californiana, OpenAI, che dichiara tra i suoi obiettivi quello di assicurare che lo sviluppo dell’Intelligenza Artif iciale possa beneficiare l’intera umanità. Staremo a vedere. Quello che è certo è che da allora ha conosciuto una diffusione così rapida che impallidiscono al confronto gli analoghi iniziali successi di Google e di Apple dei quali siamo stati al tempo spettatori. Ha certamente influito il fatto che il suo utilizzo già gratuito sia stato reso così semplice da risultare alla portata di un bambino ma ancora di più, io credo, la circostanza non irrilevante che in molte situazioni dà l’impressione di funzionare. Puoi chiedergli di tutto, ti risponde in pochi secondi, puoi avere una conversazione sulle risposte, e da queste ricavare la sensazione che ci capisca davvero. Certo, fa anche molti errori ma esattamente come gli esseri umani (?) tende a imparare da essi. Per ora si tratta soltanto di una ben studiata operazione di marketing. Tra i chatbot disponibili, così si chiamano – un misto tra chat (chiacchiera) e robot, è di sicuro il più avanzato ma siamo ancora alle fasi embrionali. Pochi, tuttavia, si aspettavano che si fosse già arrivati a un tale livello di raffinatezza nonostante le pur ingenti quantità di denaro investite nel campo dell’intelligenza artificiale negli ultimi anni. Come ormai dovremmo aver imparato, per esempio dalla vicenda dei social network, a questa stupefacente innovazione che promette un salto d’epoca si accompagneranno grandi opportunità e probabilmente anche grandi rischi. Occorrerà allora stare vigili ed evitare più di qualche errore del passato. Si dovrà insomma essere disposti ad accettare la sfida apertamente, come soggetti attivi e non passivi. Provare per credere (https://openai.com/). Dimenticavo, quel bambino si chiamava Carl Friedrich Gauss e sarebbe diventato da lì a qualche anno il Princeps mathematicorum (il Principe dei Matematici), uno dei matematici più grandi di tutti i tempi. Al pari di Archimede o Eulero.

Paolo Fantini

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