Camelia “l’avvizzimento dei fiori e le tante virtù”

Pianta dai fiori stupendi che richiedono stima, conoscenze ed interventi tempestivi per difenderli da Ciborinia camelliae, un microrganismo fungino causa della famigerata malattia!

Possiamo in genere sostenere, ma ne è convinto anche tale John Muir, naturalista e filosofo ambientale nonché botanico e primo sostenitore della conservazione della Natura, perché “in ogni passeggiata nella Natura (nel Mondo Vegetale) l’Uomo trova e riceve molto di più di quanto cerca! I fiori, ricettivi e virtuosi, sono comunque un peculiare ed autentico capolavoro ossia Arte Naturale; e quelli sviluppati dalla Camelia (Camellia sinensis), nonché le specie con generi da fiore ed i numerosi ibridi derivanti, tra cui la pianta del famoso tè, meritano di essere raccontati! Riguardo questa pianta, esistono incredibili leggende che risalgono addirittura al 1500 a. C. In Europa e, specificatamente in Inghilterra, le camelie da fiore sembra giungessero inizialmente nel 1700 e da allora cominciarono a diffondersi successivamente in tutto l’Occidente e, solo alla f ine di quel secolo, anche in giardini famosi ed importanti come quello della Reggia di Caserta e della Malmaison, di Giuseppina (la prima moglie di Napoleone) già molto appassionata di rose. Fin dagli inizi, la specie più diffusa fu la C. japonica, tuttavia un discreto successo lo ottenne anche C. Sasanqua, apprezzata per fioritura precoce e per quel lieve gradevole profumo. Come già noto, la bellezza, l’eleganza e la delicatezza delle camelie hanno ispirato, diversi famosi artisti, musicisti e scrittori tra cui Alessandro Dumas per “La Signora delle Camelie” e Giuseppe Verdi per la celebre opera “La Traviata”. Tali essenze vegetali invitano, tra l’altro, a visitarle e a mostrarle mediante le diverse f iere e feste locali così come “La Fiera delle camelie” di Velletri (Roma).

Sono piante non tanto difficili da accudire ma ornano balconi, terrazzi, ville e giardini, pubblici e privati, tra cui alcuni davvero noti nel nostro territorio: i Giardini di Ninfa! Comunque è importante, tra l’altro, conoscere meglio non solo le loro virtù ma anche le loro esigenze e soprattutto la loro suscettibilità verso un microrganismo fungino (Ciborinia camelliae) che ne attacca i fiori, provocandone un severo avvizzimento ossia marciume del f iore. Le camelie, sopportano temperature abbastanza rigide; preferiscono luoghi abbastanza luminosi e comunque semi-ombreggiati; possono essere esposte ai diretti raggi solari soltanto nelle ore più fresche della giornata e sono precursori della primavera! Sono un prezioso ornamento dei giardini e sviluppano fiori meravigliosi, utili anche da recidere per formare bellissimi mazzi molto decorativi! I fiori, così considerati da tempi remoti, sono alleati nella cura del corpo e dello spirito, sono dotati di proprietà rigeneranti, antisettiche, rilassanti e curative. Gli estratti ed i preparat i derivanti da tali importanti organi, a volte anche combinati tra loro, rappresentano un valido rimedio per contrastare piccoli malanni stagionali, curare scottature e comunque per il benessere dell’Uomo.

Così, al fine di meglio evidenziarne le potenzialità terapeutiche ed i benefici per la salute e la bellezza, sembra opportuno ricordare che durante il periodo del “lockdown”, per la pandemia, abbiamo assistito al boom di vivai e di acquisto piante, in particolare di quelle da f iore. Per chi abita in città, come noto, avere fiori in casa è stato un modo per portare il mondo esterno all’interno e per coltivare un certo benessere. – spiega così Audrey Roulin, beauty director dell’Agenzia di consulenza Nelly Rodi – Chiuse in casa, le persone hanno sent ito la differenza che può fare un vaso con un bouquet profumato. Secondo Terry McGuire, studioso di genetica alla Rutgers University (New Jersey), che ha condotto uno studio circa il potere dei fiori sul nostro benessere, in realtà questi toccano una nostra nicchia emotiva. Ci prendiamo cura dei fiori perché ci rendono felici. In un certo senso, sarebbero equivalenti vegetali degli animali domestici. Un altro studio, condotto da Nancy Etcoff, psicologa e ricercatrice ad Harvard, dimostra peraltro che i fiori in casa aiutano a ridurre lo stress e la depressione, mentre in un posto di lavoro rafforzano anche la produttività e la sensazione di benessere. Con i loro colori ed i loro profumi offrono un mix sensoriale appagante e stabilizzante per l’umore. Alcune altre ricerche effettuate addirittura in Siberia, laddove il paesaggio è bianco per gran parte dell’anno, confermano che il colore fa parte della nostra programmazione naturale e partecipa al nostro equilibrio psichico. I marchi del mondo beauty hanno peraltro più di un motivo per interessarsi al potere dei f iori. Le grandi “maison francesi” hanno tutte acquisito terreni a “Grasse” dove far crescere piante e fiori destinati così ai loro prodotti. È un modo per garantire la qualità delle materie prime, per preservare il territorio e i metodi di coltivazioni sostenibili, ma anche per un loro storytelling dove i fiori siano protagonisti. Utilizzati da sempre per i profumi, di recente sono diventati interessanti anche per formulazioni cosmetiche high-tech laddove la performance è fondamentale. Le piante da f iore sono tra le specie di maggior successo nel mondo vegetale – spiega Stefano Pagano, esperto di giardinaggio – I fiori forniscono la diversificazione genetica attirando l’impollinazione e mostrano un’energia impressionante. Senza dimenticare che il loro metabolismo è in qualche modo paragonabile al nostro. Come noto, i principi attivi estratti dai diversi fiori possono ed hanno effetti benefici per la salute e per la nostra bellezza. Nelle più nuove linee di prodotti per trattamento delle maison beauty entrano moltissimi fiori dalle utili proprietà, come la longoza del Madagascar, il giglio bianco, la peonia e il gelsomino cinese. Ne consegue, pertanto, che questi sono in grado di poter ripristinare il potenziale energetico delle nostre cellule, decisivo per la qualità e per la giovinezza della nostra pelle. Le cellule staminali di fiori come la rosa, per esempio, forniscono per fermogenesi (cioè processo di fermentazione) principi attivi rigeneranti. Le rose, con i loro estratti, hanno la capacità di rivitalizzare la pelle. Il fiore dello zafferano, invece, ha virtù calmanti e la sua ricchezza in polifenoli, zuccheri e flavonoidi, riconosciuti nella letteratura scientifica come potenti agenti ant infiammatori, ne fanno un attivo lenitivo per la pelle secca. I neuropeptidi provenienti da un pool di quattro fiori (cioè lavanda spagnola della Francia, spilanthes del Madagascar, crisantemo dell’Asia e il fiocco di neve estivo d’Israele) rilassano i muscoli del viso, riducono e prevengono le rughe. Altri due fiori dalle grandi proprietà per il mondo beauty sono l’orchidea e la camelia. Per preservare tutto il benefico potenziale dei diversi fiori, infatti, le varie case o industrie cosmetiche hanno sviluppato specifici processi di estrazione, però nel rispetto dei principi attivi. Al di là di ogni considerazione non importa la specie, ma regalare un fiore a qualcuna/o è comunque una delle autentiche dichiarazioni di stima, di affetto e di amore che si possano fare.

Giovanni Conca Fitopatologo

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