Reinventare gli spazi con il riciclo
Il 31 marzo, 1 e 2 aprile prossimi si terrà presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma il Festival del Verde e del Paesaggio. Un appuntamento annuale che si propone di esplorare i diversi ambiti e linguaggi del paesaggio contemporaneo attraverso il punto di vista di architetti, paesaggisti, vivaisti specializzati, operatori del settore, aziende, artisti e designer, in un’ottica di valorizzazione e di miglioramento della qualità della vita del territorio, in particolar modo della città.
Quest’anno il tema della sezione concorsuale “Avventure Creative” è “Abitare”. Uno dei quattro progetti selezionati, che saranno realizzati all’interno del percorso di visita, RRR-Rinascenze, è stato da noi proposto. Un esperimento interdisciplinare, antropologia e architettura, in cui si fa interagire la critica culturale e la ricerca di nuove strategie di progettazione e di intervento, incrociando studi sull’ambiente, sulla natura e sul paesaggio. Le nuove teorie antropologiche spingono a ripensare l’oggetto di studio secondo nuove prospettive, non più solo l’uomo e la cultura in opposizione alla natura, ma l’uomo inserito in un unico sistema mondo in cui si riscoprono e valorizzano le pratiche tradizionali.

Le comunità locali hanno elaborato simbologie e comportamenti utili, adattati, comprovati dall’esperienza, complessi, sostenibili. In contrapposizione a questi saperi ‘subalterni’, alcuni saperi ‘egemoni’ privilegiano una sorda e rigida ‘conservazione’ della biodiversità, un razzismo implicito a forme di discriminazione ambientale che propina discariche, dighe, depositi di scorie a luoghi di comunità svantaggiate, contrariamente alle aree protette, parchi e riserve naturali appannaggio dei ceti sociali economicamente più forti. Nel XX secolo il giardino esce dal recinto nel quale è stato racchiuso nei secoli precedenti. Cambia scala, diventa planetario. Per preservarlo, emancipandolo dalle inefficienti leggi del mercato e dal modello dello sviluppo illimitato incompatibile con la logica della vita, ognuno di noi può considerarsi “giardiniere”, mettersi in ascolto di ciò che Gilles Clement chiama “genio naturale”, cercando di comprendere prima di agire, limitando il proprio intervento.
Si tratta non soltanto di organizzare la natura secondo una scenografia rassicurante, ma anche di esprimere in essa un pensiero concluso dell’epoca in cui si vive. Nel giardino l’uomo avvicina il suo genio alla natura, la lascia esprimere al suo meglio mediante interventi di demarcazione o di valorizzazione. Può reinventare lo spazio riciclandovi la produzione giudicata inutile che proviene da tutte le fonti di consumo – ciò che chiamiamo rifiuti – per trasformarla in materiali da costruzione e d’uso corrente e applicare il ‘principio gerarchico delle 4 R’ riferendosi alle azioni: RIDUZIONE (minore produzione dei rifiuti all’origine), RIUSO (il prodotto va utilizzato più volte cosi da diminuirne il bisogno di nuovo), RICICLAGGIO (riutilizzo di materiali di scarto altrimenti destinati allo smaltimento in discarica), RECUPERO (i rifiuti non riutilizzabili e non riciclabili possono essere bruciati per produrre energia o utilizzati per produrre come materia seconda oggetti completamente diversi da quelli di partenza).

I materiali utilizzati nella realizzazione del giardino RRR Ri-nascenze sono principalmente di riuso, di recupero e di riciclo, tutto ciò che si è gettato via perché inadeguato. L’’aiuola da interno’ sarà allestita con piante spontanee raccolte nei nostri luoghi di provenienza, i Monti Lepini, e nei nostri luoghi di approdo, Roma, creando visioni sincretiche spiazzanti e apparentemente caotiche. Una mappa sensoriale, una narrazione biografica, un’esperienza che si traduce con la creazione di un’ambiente in grado di trasmettere conoscenza reciproca, inclusione e ospitalità. Nel ripensare la nostra identità complessa possiamo dare la stessa valenza ai luoghi di origine e di approdo, ma anche ai luoghi sognati, e concretezza a uno scenario irripetibile, sostanza dei vissuti e delle pulsioni.
Anna Maria Pasquali e Alberto Pistilli Laboratorio dell’abitare Sostenibile