Cronache dalla palude

Latina. Il caso De Amicis, da Capogruppo del PD a candidato della lista di destra. Le piccole miserie.

Nella città sorta dalle ceneri della palude, in cui il fantasma del ‘’dictator” si aggira in motocicletta alla ricerca del proprio cantore perduto, si tengono le primarie del centro sinistra. Si candida con il Partito Democratico il Dottor Jekyll, ma il sogno della candidatura si spegne all’alba come tutti i sogni più belli Egli però non può rinunciare a dare il proprio insostituibile contributo di benefattore alla città ed invita a votare per l’altro dottore del Bene Comune. Dio ci guardi dai filantropi e benefattori, o coloro che si dicono tali. Un click sul telefonino risulta fatale. Vengono a saperlo tutti, altrimenti non sarebbe successo niente. Non vogliono farlo candidare ed egli dirotta sull’altra sponda. li suo contributo di f ilantropo non può mancare. Da centrosinistra a centrodestra. I centri sono contigui.

Il Dottor Jekyll diventa Mr. Hyde. Si vuol far passare come una storia del De Amicis, il buon vecchio Edmondo di fine ottocento, ma piuttosto che al libro Cuore, somiglia al Cuore di Cane di Bulgakov. Se uno non si candida con i Ghibellini si candida con i Guelfi. D’altronde questo comportamento in città è usuale, quasi una prassi costituzionale. Così fan tutti, o quasi, dalla notte dei tempi. E’ la citta del Fasciocomunista. Il personale qui è politico da sempre. Non ha importanza il fatto che nell’ospedale cittadino i pazienti muoiano nei corridoi del Pronto Soccorso, che i giudici si vendano le cause per la borsa firmata, che i deputati gonfino il loro consenso grazie ai voti elargiti dai Mackie Messer della curva dello stadio. D’altronde in città esiste la metro di superficie, come a Tokyo, che collega la stazione con la Piazza di Eupalla. Le Terme che richiamano turisti dalla periferia dell’Impero, come ai tempi di Caracalla, dopo venti anni hanno riaperto il teatro, perché mancava l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco. Poi la sera il Direttore della “Carzetta” esce dalla redazione e va in televisione, si dà un colpetto al ciuffo come Riccardino nella fiaba di Perrault, e teorizza il nuovo orizzonte della politica nazionale. I partiti non esistono più, neppure le ideologie, neppure le idee. In politica non esiste più l’interesse pubblico e collettivo, solo quello personale. Il personale è politico e sarà la nostra rivoluzione, che parte da qui, da Latina. Nel tradimento politico c’è una speranza. Non importa che sia una prassi usuale da anni, che ha piombato la città nello stato in cui si trova. Applausi a scena aperta. Nessuno obietta nulla. Dai diamanti non nasce nulla, dal letame nascono i fior è una metafora che concediamo al grande De Andrè. Nella realtà la puzza di questo letame si è sparsa un po’ ovunque. Turiamoci il naso, come il buon vecchio Montanelli, che almeno sapeva scrivere.

Tommaso Conti 

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