Il “teatro popolare” nella Scuola Media di Cori
rima di affrontare l’argomento specificato nel titolo di questa puntata, mi soffermo un attimo, come promesso precedentemente, sulla commedia “Commà’ se sapissi”, rappresentata nel 1980, 1981 e 2002. Abbiamo già descritto i momenti intensamente emotivi suscitati dalla presenza del compianto Luigi Silvi, con la sua preziosa interpretazione del vecchio saggio, a commento delle vicende che si susseguono in scena. La prima rappresentazione di questo lavoro avviene nella sala delle Acli di Piazza Ninfina e durante la stagione teatrale estiva in Piazza Pozzo dorico. Gli interpreti di allora sono Girolamo Balestra, Mena Balestra, Maria Teresa Luciani, Guido Bernardi, Rosaria Ducci, Augusto Del Ferraro, Danila Scifoni, Marilena Cassandra, Luigi Silvi e Amalia Masiello. Il cronista del tempo, puntualizza: “il pregio di queste rappresentazioni è la “presa diretta sul pubblico”, per il loro contenuto di vita vissuta, spesso, vita di paese, con l’ironia e la saggezza popolari e coresi, espressi volutamente con linguaggio dialettale, più diretto e vicino allo spirito della gente di Cori”. Il 3 febbraio 2002, si inseriscono, nel cast, Michela Pistilli, Rosa Maciucca, Sandro Cicinelli, Nunzia Nardocci e Clara balestra. Nell’aprile 2002 si unisce anche Silvia Moroni.

Nel corso della vita degli “Amici del teatro” e della creazione delle mie commedie, mi si rafforza, sempre più, l’dea che la magia del teatro debba essere spiegata e partecipata ai ragazzi già in età scolare. A tale proposito negli anni scolastici 1981 e 1982 affronto un’esperienza unica con la Scuola Media “Ambrogio Massari” di Cori: una classe, dietro mio invito e con il pieno consenso del preside e degli insegnanti, aggiunge una nuova materia di studio: il teatro, con un metodo di insegnamento nuovo: a momenti teorici, indispensabili per inquadrare la materia di studio: ”storia ed evoluzione del teatro popolare in Italia” aggiungo altri pratici coinvolgendo i ragazzi nell’ideare e realizzare una loro rappresentazione finale. L’esperienza appassiona tutti, tanto che, superati i primi attimi di incertezza, la scolaresca dimostra il proprio entusiasmo e tutti vogliono affrontare la recita di fine corso. Inoltre, viene distribuito all’intera scolaresca un volumetto che ho ideato per l’occasione, contenente gli argomenti trattati a scuola su quel particolare settore del teatro. Questa iniziativa riscuote l’approvazione , con mia vera soddisfazione, di tutto il personale scolastico, tanto che, più avanti negli anni, nel 2016, tale esperienza viene ripetuta, grazie alla forte determinazione del Professore Pierluigi Ricci che sostiene con ferma convinzione l’iter teatrale programmato e con il contributo del Comune di Cori per quanto riguarda la stampa del volumetto allegato al corso.

Nel documento di studio dell’anno 1982/83, l’allora Preside, prof. Umberto Bernardini, così si esprime: “la Scuola ha estremo bisogno di aria nuova, di aprire ad attività che imprimano un certo dinamismo a tutta l’azione educativa; e, nella specificità del fatto che la poesia popola- re, come giustamente afferma Paolo Toschi, non è mai da considerarsi un semplice passatempo, essa rappresenta, invece, una necessità primordiale, e un mezzo con cui un popolo esprime la sua anima e dà significato alla bellezza della vita…..varia è stata la gamma degli argomenti sottoposti all’attenzione dei ragazzi; indovinata l’impostazione. In particolare, dopo aver tracciato un quadro sul rito spettacolo, ci si è soffermati all’analisi dei personaggi nel clima contrastante del Carnevale e della Quaresima, intesi come cicli di rinnovamento. Non si è persa l’occasione per parlare delle origini della maschera, anche per rendersi conto di tutte quelle forme drammatiche cui sono legati i riti propiziatori. In un’esperienza di tale portata, le difficoltà non sono mancate, ma alla fine i risultati sono andati al di là di ogni aspettativa, lo dimostra questo lavoro che rappresenta un resoconto del ciclo di lezioni, svolte con dedizione, slancio e, soprattutto, competenza del coordinatore e autore Tonino Cicinelli, cultore di arte popolare ed appassionato di teatro”. Anche questa preziosa esperienza scaturisce dal mio incondizionato entusiasmo per il teatro, lo stesso entusiasmo da cui è conseguito il consenso, per cinquanta anni, della “gente” di Cori e di tutti gli appassionati di teatro, un consenso gratificante che tuttora continua.
Tonino Cicinelli Regista e direttore della Compagnia