LE TANTE FACCE DELLA SALUTE MENTALE

Con un omaggio dei Cardiopoetica alla poetessa Alda Merini, si è concluso l’InSania fest, festival di contronarrazioni della follia organizzato dalle associazioni Polygonal e Collettivo Primo Contatto, che hanno messo in piedi un cartellone capace di riunire eventi di diversa natura nell’arco di quattro giornate trascorse a discutere di salute mentale attraverso film, dibattiti, presentazioni di libri ma anche spettacoli teatrali, videoinstallazioni artistiche e incontri di calcio a 5. Consapevoli della massima di Marshall McLuhan, rammentata da Emilio Magliano nel corso della prima serata, secondo cui “il medium è il messaggio”, abbiamo ritenuto che la formula multidisciplinare fosse la più adatta a rappresentare e raccontare le mille sfaccettature che la questione salute mentale ci costringe ad affrontare, mirando a coinvolgere fasce di pubblico ed età diversificate piuttosto che riproporre la solita formula a base di seminari e conferenze che raramente vanno a intercettare quella società reale, fatta di sani e di malati, che si configura invece come il terreno più bisognoso e adatto per confrontarsi con queste dinamiche.

E in questo crediamo di aver colto un piccolo successo: come ha sottolineato Massimo Cirri dal palco del Pistilli, “vedere un teatro affollato di sabato sera da persone disposte a parlare di libri e questioni relative alla salute mentale è la testimonianza più chiara che una comunità democratica e partecipante a Cori già esiste, e che di discorsi – e pratiche – su questo tema sente un gran bisogno.” Da parte nostra, ci preme sottolineare come l’InSania fest sia il risultato di un gran lavoro di squadra, a cui hanno partecipato decine di persone non solo nei giorni del festival, ma lungo l’arco di un periodo di preparazione iniziato da mesi. Persone unite dagli stessi bisogni e desideri, e ardentemente convinti che migliorare si può e si deve, come individui e come comunità sociale. All’interno di questo gruppo, però, giunti alla fine del festival sent iamo il bisogno di dedicare una menzione speciale a tre persone fondamentali per la riuscita di questo festival. In primis, Giuseppe Cardilli, che questa cosa è riuscita a immaginarla per primo e che fin dall’inizio ci ha contagiato tutti con il suo partecipato entusiasmo. Ci vuole coraggio e visione per pensare il cambiamento, e in questo Peppe ha insegnato tanto a tutti noi. A seguire, doveroso ringraziamento a Michele Todini, delegato alla cultura del Comune di Cori e insostituibile anello di congiunzione tra il festival e l’amministrazione, senza il cui appassionato sostegno questo festival non si sarebbe potuto svolgere. Perché se è vero, come è stato spesso rammentato nel corso di questi giorni, che quella della salute mentale è una questione socio-sanitaria, è altrettanto vero che per affrontarla in maniera organica c’è bisogno di un cambio di paradigmi culturali, ed è sui terreni della conoscenza e dell’educazione che bisogna compiere i passi più importanti. Infine, permetteteci di ringraziare una di noi, che dopo aver lavorato tutta l’estate al progetto è stata costretta da un inopportuno problemino a ricoverarsi pochi giorni prima dell’inizio del festival. Eppure, anche dal suo letto d’ospedale (da cui adesso è fortunatamente uscita) Elisa Trifelli ha continuato ad essere un elemento cardine di tutto quello che avete visto realizzarsi nell’arco di queste quattro giornate: a lei, concedeteci l’onore, va un ringraziamento intenso quanto le poesie di Alda Merini.

Carlo Miccio
Collettivo Primo Contatto

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