Affermazione ridicola e inopportuna

Dopo il teatro di Tito Vittori, leggiamo su Facebook: “finalmente il teatro a Cori”

Premetto subito, per non essere frainteso, che ho apprezzato molto la rappresentazione teatrale di Tito Vittori e della sua Compagnia, avvenuta il 6 e 7 gennaio scorso. Ogni volta che venga presentata a Cori una qualsiasi forma di teatro, mi trova sempre particolarmente favorevole, ancor più quando mi imbatto in giovani preparati come quelli messi in scena da Tito.

Il disappunto completo subentra quando leggo, tra i vari commenti facebook, qualcuno/a che afferma: “finalmente il teatro a Cori”. Una scempiaggine simile non può e non deve passare inosservata. Tale affermazione viene propagandata da chi, probabilmente, è completamente assente “mentalmente” da Cori per quanto riguarda il teatro, o da chi le cose “fatte bene” le vede soltanto da una parte….a buon intenditor…(del resto è sempre valida l’affermazione andreottiana: “a pensar male si indovina sempre”). Mi espongo direttamente, non tanto perché interessato al teatro da sempre, o in cerca di particolari lodi, no, ma perché tale affermazione non può essere accettata e sopportata da nessuno né tanto meno da chi, come me, si occupa di teatro da più di cinquanta anni.

Provo soltanto a rinfrescare la memoria di questo sprovveduto commentatore facebook; ripeto, non sottolineo tanto il fatto che da più di cinquanta anni, (si, cinquanta anni), ho una Compagnia teatrale che ha sempre riscosso il parere favorevole del pubblico, non soltanto a Cori (tanto che ogni volta che diamo una rappresentazione con gli “Amici del teatro” siamo costretti a mandare indietro la gente per l’afflusso notevole che ci si presenta), e non c’è migliore riconoscimento e plauso dell’affermazione favorevole del pubblico; ma al di là delle provate e conquistate esternazioni lusinghiere nei riguardi del mio Gruppo, faccio presente a siffatto commentatore che ho, anche, realizzato a Cori ben 23 stagioni teatrali, portando a recitare, per tutti questi anni consecutivi nel nostro teatro comunale, più di cento compagnie amatoriali, e molte con eccellenti qualità professionali: ma costui non se ne sarà accorto in questi 23 anni? Dov’era? Se ciò non bastasse ricordo anche che l’Associazione culturale “Il Buonumore” ha organizzato ben quindici rassegne estive di teatro con attori professionisti, seguite da interessanti dibattiti con temi di grande attualità. Anche tutte queste serate restano nell’oblio dell’attuale commentatore? Se vuole, resti pure nelle sue convinzioni, ma eviti almeno di screditare l’operatività di quanti hanno sempre dedicato molto del proprio tempo alla splendida realtà del teatro.

Mentre mi auguro che lo sprovveduto si ravveda per tale superficiale affermazione, rivolgo a Tito Vittori l’auspicio di continuare l’attività con la sua Compagnia augurandogli di vero cuore: “ad majora”, perché il teatro a Cori resti sempre una delle attività culturali maggiormente avvincenti per il bene di tutti.

Tonino Cicinelli

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