Ho scritto la commedia “’Npicci, ‘ntrallazzi e tornacunti” nel set tembre del 2010 ed è stata rappresentata il 20 marzo 2011. A distanza di molti anni l’argomento trattato è ancora più che mai attuale, dal momento che viviamo in un mondo, purtroppo, privo di scrupoli, teso unicamente alla conquista, costi quel che costi, del proprio tornaconto calpestando ogni regola di convivenza sociale.

Il tema della commedia rispetta quanto accennato: “in un clima dominato da intrallazzi, impicci ed inciuci ai limiti della legalità, la famiglia di un modesto pensionato fatica a sopravvivere. Pur di ottenere la sistemazione della figlia, attraverso la vincita di un concorso, nel campo della danza, il padre Pietro viene coinvolto in una raccomandazione poco “limpida” che gli propone il fratello affarista, insieme alla sua compagna cinica, fredda, determinata e priva di ogni scrupolo, pur di ottenere ciò che vuole. Il lavoro, in un contesto di situazioni esilaranti e, talvolta, grottesche, denuncia una società permeata di intrallazzi e relativi tornaconti arraffati con spregiudicata determinazione. Nel finale ci si augura sempre la speranza di un riscatto morale, tale da liberarci da un mondo corrotto, così da far emergere esclusivamente il valore culturale e morale di ciascuno, scevro da loschi traffici
affaristici.”
Ottimo successo è stato ottenuto anche a Latina, quando, per la stagione FITA, diretta dall’indimenticabile direttore artistico Gabriele Sanges, la commedia fu presentata al teatro Ponchielli. Il Gruppo, oltre agli elementi “storici” di allora: Mena Balestra, Girolamo Balestra, Guido Bernardi e Silvia Moroni, era composto da giovani che si erano ben amalgamati con la loro piacevole determinazione nel la recitazione: Federica Furci, Isabella Bianchi, Domenico Pieri, Fabrizio Milanini, Elisa Pirazzi e Gabriele Scala. In particolare Federica Furci e Isabella Bianchi, che frequentavano effettivamente un corso di danza classica, offrirono un’eccellente interpretazione del loro ruolo, legato proprio a quel settore, dando dimostrazione di professionale presenza sulla scena.

Un ottimo giornalista di allora, Daniele Lembo, nel commentare lo spettacolo dato a Latina, tra l’altro, affermò: “è un mondo di miserie e di miserabili quello che Tonino Cicinelli ritrae in modo amabile e divertente nella sua commedia; una storia quotidiana che, pur se raccontata creando situazioni esilaranti, lo spettatore scoprirà la vena d’amarezza che nascondono la trama e i personaggi della storia. E’ il dito messo nella piaga di una società corrotta e corruttibile, affrontati dall’autore con l’eleganza di sempre”. Questa commedia ha registrato, nel tempo, poche repliche per alterne vicende, ma varrebbe la pena riproporla per l’attualità di quanto trattato.
Tonino Cicinelli
Regista e direttore della Compagnia