Piantedosi, il burocrate

Il Ministro dell’Interno non è un pericoloso reazionario, o una riesumazione di Scelba. È semplicemente un grigio funzionario di Stato: l’uomo sbagliato al posto sbagliato

Nella Storia Universale dell’Infamia, Jorge Luis Borges racconta il paradosso dei cartografi. L’Imperatore della Cina, preso dalla smania di catalogare tutte le cose presenti nel suo impero, assegna ai propri funzionari di stato, i famosi mandarini ma non quelli di Sicilia, il compito di redigere una dettagliatissima mappa dell’Impero. I zelanti funzionari, i burocrati sono sempre zelanti, la realizzarono talmente minuziosa da coprire un territorio vasto quanto l’Impero e per farla dovettero tagliare tutti gli alberi per farne carta, fino a che la mappa andò in fiamme e un disastroso incendio distrusse l’Impero. Nel mondo contemporaneo la burocrazia, vale a dire il potere dei funzionari, ha sostituito l’autocrazia degli Imperatori e anche le democrazie, e poiché il potere tende sempre a conservare sé stesso, essi hanno creato attraverso il linguaggio una propria tecnica esclusiva. Si sa che ogni disciplina della conoscenza tende a costruire un linguaggio proprio, tecnico, con il quale gli specialisti parlano tra loro e più che a comunicare la conoscenza essi tendono a renderla esclusiva, destinata solo ai chierici della disciplina.

I burocrati hanno ideato anch’essi un proprio linguaggio, il burocratese, la cui spiegazione sociologica è che esso serva a mantenere una rendita di posizione. Italo Calvino la definiva l’antilingua; una lingua carica di formule, nemica della chiarezza e del- la concretezza, che preferisce il verbo recarsi al verbo andare, preferisce la perifrasi prodotti vinicoli ai fiaschi di vino, perché andare e vino vengono sentiti troppo vicini alla lingua parlata. I burocrati hanno sofferto la sindrome dell’Imperatore e dei cartografi, poiché deve essere una bella impresa il dover sostituire l’intero linguaggio parlato con delle perifrasi incomprensibili. Si origina da lì, dalla sindrome di voler nascondere la realtà del linguaggio con una lingua nuova del potere, il fenomeno Piantedosi. Per cui i migranti costretti a restare a bordo si chiamano “carico residuale”, e quelli che scendono dalla nave perché in gravi condizioni di salute, si chiamano “sbarco selettivo”. Gli studenti che prendono le manganellate sono oggetto di una “carica di alleggerimento”. I burocrati sono così, non sono cattivi né malvagi, ma sono pericolosi. Non sono necessariamente neppure fascisti o nazisti, o comunisti, possono essere anche europeisti. Sono persone terribilmente normali che spesso non si fermano a riflettere sugli ordini che gli vengono dati o che impartiscono essi stessi. Sono così normali da diventare talvolta banali, come il male che può derivare dagli ordini che eseguono o che danno.

Tommaso Conti

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