Tra i valori di cui la società del tempo presente pare abbia perso le tracce quello della parola data sta in cima alla classifica. Una volta, soprattutto nel mondo contadino, si usava stipulare contratti con la sola stretta di mano. Oggi è sempre più avventato negoziare senza la presenza certificatoria di Avvocati, Notai e Conciliatori. Costoro, verrebbe da pensare con ironia, potrebbero essere addirittura sospettati fautori di questo decadimento dei costumi : “dacché non ci si può fidare di nessuno, noi siam qui pronti a presenziare, verbalizzare, apporre timbri e ceralacche in modo da rendere moralmente e giuridicamente affidabili contratti, baratti e giuramenti”. Una dichiarazione tanto solenne merita di essere scolpita sul bronzo!
Se ben si osserva, viene il sospetto che possa essere confermato il giudizio che più si è in alto nella scala sociale, dove si negoziano affari milionari o si lucrano maggiori privilegi, meno si è affidabili… Ma è soltanto un pregiudizio. Nella realtà bisogna ammettere che la fellonía abita talvolta pure le classi meno colte e meno emancipate, laddove per cultura ed emancipazione si intenda quell’avvallamento umano in cui, come nella favola di Fedro, i ranocchi fan di tutto per emulare la grossezza del bue. In quello stagno abitano quelli che, senza merito, si trovano a guidare i popoli grazie alla demagogia per la quale si dice il contrario di ciò che si pensa e si fa quel che si era sempre criticato delle azioni altrui. Governanti così risultano dannosi primamente verso la morale della Nazione la quale risulta, di fatto, inaffidabile agli occhi dei loro interlocutori specie di quelli stranieri i quali, con paternalismo, ti baciano in testa per sentire quanto sia calda…
Eppure questi Statisti ridono di noi. Si sentono onnipotenti e onniscienti. A forza di applausi vivono impettiti nel disprezzo della parola data perché il loro metro di giudizio è quello che essi chiamano consenso popolare, comunque ottenuto e spesso farlocco. Viaggiano oltre le nubi dove splende sempre il sole, ma avranno seri problemi all’atterraggio: ubriachi di sole, accecati, andranno a sbattere
contro il più vile degli ostacoli e il botto si udrà di lontano.
Augusto Cianfoni