Scherzàvole del vocabolario: 11

Abbiamo già avuto modo di parlare dei numeri immaginarî, intesi in senso letterario e non matematico (per inciso, l’unità immaginaria i è definita come i=√(-1). Ma, inseguendo il filo di un pensiero, rimangono indietro cose che sarebbe importante, o solo bello, raccontare. Per esempio, abbiamo detto del falso diminutivo terzino (ricordate? Non significa un piccolo terzo). Il suo femminile è terzina che, non ne siamo sorpresi, ha diversi significati: indica una strofa di tre versi; è un raro sinonimo di terna nel gioco delle bocce e di terno nel gioco del lotto; nel gioco della roulette è un gruppo di tre numeri che si può giocare con una sola puntata; infine, in ambito musicale indica la figura per la quale a due note di uguale durata si sostituisce un gruppo di tre note omonime, sormontate dal numero 3 a indicare che non dev’essere alterata la durata originaria. Abbiamo anche detto di millanta, senza però ricordare il verbo millantare, che da millanta deriva, e che propriamente significa amplificare ingrandendo di mille volte. Il significato corrente è vantare con molta esagerazione.

Numeri immaginari 3

Oggi pomeriggio la mamma sta leggendo un libro con un elegante disegno stilizzato di un cielo stellato in copertina. Sara le si avvicina e inizia a guardare le pagine mentre la mamma continua a leggere. A un certo punto Sara sbotta: — Ma perché in questa pagina ci sono un quattrino e un ottone?
La mamma, come colpita da una scarica elettrostatica, si gira di colpo e chiede: — Che c’è in questa pagina? — Mamma, ma non capisci mai? Devo sempre spiegarti tutto! Ci sono un quattro piccolo e un otto grande!

Credo che non serva spiegare il significato dei numeri quattro e otto, né che questi non hanno alterati. Cosa intende Sara per quattro piccolo e otto grande? Credo che tutt3 siate abituat3 ai numeri del font predefinito del vostro elaboratore di testi preferito (ma chi lo chiama cosí?)

Meglio word processor), e questi numeri hanno tutti uguale altezza e sono tanto alti quanto le lettere maiuscole. All’interno di un testo, un numero scritto con queste cifre spicca come una parola scritta tutta maiuscola. Per ovviare a ciò, e mantenere un’armonia visiva del testo, si può ricorrere ai cosiddetti numeri alto/basso, anche noti come old style figures, in cui i numeri 0, 1 e 2 hanno la stessa altezza della lettera a, i numeri 3, 4, 5, 7 e 9 hanno una parte discendente come la lettera g, e i numeri 6 e 8 hanno una parte ascendente come la lettera b. Ecco perché il quattro viene giudicato piccolo da Sara: perché la sua altezza massima è pari a quella della lettera a, mentre l’otto, che è più alto, le sembra grande. Questa soluzione grafica è adottata da editori quali Einaudi e Marsilio.

E adesso passiamo ai falsi alterati. Il sostantivo quattrino, derivato di quattro col significato moneta da quattro denari, è correntemente usato col significato di moneta infima, centesimo, ma anche come cosa di pochissimo conto. Ma il quattrino quadrato era un’unità di misura di superficie usata a Firenze prima dell’adozione del sistema metrico decimale ed equivaleva a 0,994 cm2. Il diminutivo di quattrino è quattrinello, il dispregiativo è quattrinuccio, e abbiamo pure un peggiorativo: quattrinaccio. L’ottone, una lega metallica di colore giallo lucente, dura e resistente alla corrosione, a base di rame e zinco (a cui si possono aggiungere manganese, ferro, alluminio o stagno), non ha niente a che vedere col numero otto ma deriva dall’arabo lāṭūn, rame. Al plurale è il nome generico degli strumenti a fiato d’ottone: trombe, tromboni, bassi tuba… Questi formano una famiglia dell’orchestra e hanno una parte rilevante nelle bande.

Gianluca Pignalberi
Edicolante, tipografo digitale per editori accademici,
collaboratore di Massimo Polidoro.

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