Mi ha sempre affascinato il frinire
delle cicale; questa nenia estiva
che culla e tormenta con monotonia
e con la calura più si fa sentire.
Il ronzio fastidioso della zanzara
che con un crescendo s’ avvicina,
pronta a colpirci con la punturina,
e non si sa mai dove essa para.
L’ estate della lucertola sul muro.
La serpe tra le canne del canneto.
Il gracidare della rana nello stagno.
E quando poi d’ intorno si fa scuro
dalla lucciola il cielo illuminato,
e il rapace che fuoriesce grifagno.

Estate. 1909
Ignazio Vitelli