Elogio di Ursula tra tattiche e strategie

La Von Der Layen si destreggia tra conservatori e socialisti. Prova a inserirsi nel solco della Merkel, ma è una grande incognita. Sullo sfondo il trumpismo che irrompe nel panorama occidentale con ricadute anche in Italia.

Le elezioni americane, con la vittoria abbastanza netta di Donald Trump, sono una cartina di tornasole per la politica nostrana e per quella dei maggiori paesi europei.
Il vento populista e tematiche anti-immigrazione, con difesa di una famiglia tradizionale più cara alla classe medie e a strati popolari che non alle classi dirigenti della stessa destra, spira negli States e soprattutto nell’America più profonda (mentre nelle due coste, a New York come a Los Angeles ecc. prevale più lo spirito liberal, e non a caso sono sacche dove i Democratici tradizionalmente sono forti) ma anche dalle parti nostre (Italia e come lei, Francia, Germania, Austria, Spagna, per non parlare di Ungheria e Polonia) le cose vanno così; ed è da segnalare che il vento populista di questa destra porta con sé un concetto di democrazia dove, una volta che il voto ha deciso chi governa, tutto il sistema di garanzie e di pesi e contrappesi che le costituzioni hanno inserito nel secondo dopoguerra (potere giudiziario in cima) quale barriera alle dittature novecentesche, venga insidiato e sottoposto a minacce e strattonate continue.

A destra comunque è onesto distinguere tra il trumpismo duro e puro (che annovera anche Orban, Le Pen ed il nostro Salvini) e una proposta che cerca di essere più moderata, quale quella della nostra Premier Giorgia Meloni, quando non rincorre elementi identitari del proprio passato.
In questo contesto si pone una oggettiva sofferenza per la sinistra, dove spesso ci si contrappone con candidature e proposte che puntano alla sommatoria delle più varie minoranze e a battaglie di difesa dei diritti di libertà, senza però inserire il tutto in un quadro d’insieme progettuale che venga visto dall’elettorato come realmente condivisibile.

Così è nata la candidatura di Kamala Harris (che poi ha vanamente cercato di assumere vesti meno radical chic e più gradite alla classe media e alle fasce popolari), e così almeno inizialmente si è posta da noi la segretaria del PD Elly Schlein, che però negli ultimi mesi ha decisamente cambiato rotta e sta puntando a creare un progetto alternativo alla destra al potere, chiamando a raccolta tutte le forze, senza veti ed esclusioni, con risultati che si incominciano a vedere (le vittorie alle regionali dell’Emilia Romagna e Umbria si sono costruite così, intorno a candidature forti e nuove e che hanno saputo parlare alla maggioranza degli elettori).

C’è però da segnalare e registrare che al di là di questa dialettica tra destra e sinistra, dove ci si muove secondo logiche di pura contrapposizione e radicalizzazione, anche in questa attuale fase di rapporti politici un’alternativa diversa c’è ed è quella della politica che si costruisce mettendo insieme, ad incastro, forze pur diverse, ma che hanno una comune visione progettuale d’insieme e che puntano all’inclusione di ogni spinta secondo un quadro che ha la colonna portante nelle componenti riformiste, moderate e popolari ed un metodo che cerca di continuo quel che unisce e non quel che divide: e mi riferisco al metodo Ursula, e cioè a quanto realizzato in Europa con la Commissione UE intorno alla Presidente Ursula von der Leyen, che ha costruito una maggioranza operativa che tiene insieme componenti diverse sulla base di valori preminenti condivisi.

Elogio allora a Ursula ed al suo modo di intendere la politica (nel solco di una grande personalità come Angela Merkel), che certo comporta complessità e costruzione quotidiana, con spinte e controspinte da tenere sotto controllo e saper guidare (come ha dimostrato anche negli ultimi giorni rispetto ai due vicepresidenti esecutivi Fitto e Ribera, fatti oggetto di attacchi e agguati e dove c’è voluta una grande capacità nel disinnescare mine pericolose quale solo quella di scuola centrista e popolare sa dimostrare). La maggioranza Ursula (che assomiglia molto ad esperienze avute nel nostro paese nella c.d. prima repubblica) a modesto avviso di chi scrive è la sola vera alternativa ad una radicalizzazione della politica e anche allo straripare di una destra che fa fatica ad affrancarsi da un populismo avventuristico inadeguato a guidare la complessità di una società moderna quale quella attuale.

Antonio Belliazzi

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