Dal Cavaliere a Trump. Le incognite della post democrazia tra sovranismo, diritti civili e lotte agli immigrati
Sono figlia del Berlusconismo e quando ero una liceale, Letizia Moratti riformava la scuola. Con l’ingenuità di quell’età, immaginavo che a seguito di tanta spregiudicatezza politica e di tanta immoralità, sarebbe seguita un’epoca di reazione e rinvigorimento civile. Mi aspettavo che saremmo stati in grado di valutare il contesto nel quale eravamo e l’Italia sarebbe stata invasa da un vento di cambiamento. Man mano però sono divenuta consapevole, a malincuore, che l’andamento della storia,
segue dei cicli definiti, di reazione, come nella letteratura o nelle arti, come ad esempio, il Neoclassicismo nacque in reazione al Barocco ed al Rococò. Il Fascismo nacque a cavallo delle due guerre Mondiali, come reazione allo stato liberale. Il potere fascista e il mito di Mussolini, furono possibili poiché vi era un pubblico preparato a ricevere quel mito, che ne potesse favorire l’ascesa.
Mussolini fu il giovane eroe che parlando di pancia ed alla pancia degli uditori, impressionò le masse ed affascinò gli intellettuali. Secondo De Felice: “Il fascismo, come ideologia e fenomeno politico, non fu creazione di Mussolini ma fu espressione delle credenze, delle idee, dei miti e dei programmi di un movimento di massa sorto dall’esperienza della Grande Guerra (…)”. Ora, l’attuale governo di destra è nato da una incessante irrequietezza politica: la fine del berlusconismo, le continue anomalie della sinistra partitica italiana che non si è più saputa identificare nei suoi stessi valori fondativi. I diritti civili sono stati delegati alle singole associazioni, così come le lotte ambientaliste; sanità e lavoro lasciati alle angherie degli interessi dei privati.
Un partito di destra come Fratelli d’Italia, che salvaguardia le lobby economiche è riuscito a diventare il portavoce delle masse lavoratrici, sopraffatte da molteplici incertezze: uno smarrimento psicologico di massa dovuto alle continue problematicità alle quali non si riesce a dare risposta. La formula perfetta del consenso esiste. Come dire, tempi duri richiederebbero modalità dure e crude. “L’uomo collettivo organizzato” nella propria società fatta di ruoli definiti e rigidi, avrebbe la garanzia della funzionalità delle cose. Rientrerebbe in questa prospettiva l’organizzazione funzionale dei i ruoli tra uomo e donna, indiscutibilmente definiti sulla base del sesso di nascita con una superiorità antropologica della mascolinità. Fratelli d’Italia plaude alla rielezione di Trump, primo presidente rieletto con una condanna penale, ritenuto colpevole di 34 capi d’accusa, tra cui molestie sessuali. “Una moglie che lavora è una cosa molto pericolosa”; “Le donne: devi trattarle male”, etc. Come ha dichiarato Paolo Naso, politologo: “il neopresidente si gode la sua luna di miele con un elettorato affascinato dall’’uomo forte, un’America in crisi e lacerata a cui ha saputo vendere una stanca riedizione del sogno americano”.

Tra i fedelissimi di Trump vi è una lobby cristiana nazionalista che punta all’abolizione della legge sull’aborto. Un’altra lobby miliardaria che ha sostenuto Trump è quella cristiano-sionista, alla quale Trump ha promesso “livelli di potere mai visti prima”, mettendo fine al percorso iniziato con il mandato precedente, in cui nominò alla Corte Suprema, i giudici ultraconservatori che hanno promesso di rovesciare la sentenza che consentiva l’aborto negli USA. Come ambasciatore USA in Israele ha nominato Mike Huckabee, un ultraconservatore cristiano oppositore dei diritti LGBTQIA e sostenitore delle posizioni dei coloni israeliani. Elon Musk, altro miliardario, sarà il consulente di Trump col compito di tagliare le spese alle agenzie federali. Un altro personaggio che piace molto alla destra italiana e che nel 2023 è stato ospite alla manifestazione Atreju di Fratelli d’Italia nel 2023 a Roma, portando con sé in braccio sul palco, uno dei suoi 6 figli, nato grazie alla gestazione per altri, la stessa pratica resa reato universale dalla legge approvata in via definitiva dal Senato italiano, qualche giorno fa. E’ ironico come la destra reduce da quel partito che promulgò le leggi razziali e che condannò ai forni gli ebrei romani, ora è così vicina alla causa sionista che punisce a manganellate perfino chi osa ingenuamente contestarla con degli striscioni e un megafono.
Il futuro politico e sociale italiano sarà inevitabilmente legato all’impostazione che Trump darà alla propria politica. La destra afferma che avremmo tutto da guadagnare. Al momento gli unici che ci guadagneranno saranno gli Usa, i quali applicheranno dazi dal 10% al 20% sulle merci importate dall’estero, quindi le imprese italiane avranno spese aggiuntive dai 4 ai 7 miliardi di dollari all’anno ed i settori più colpiti saranno meccanica, moda ed agroalimentare. Ironia della sorte, le destre che sono da sempre l’espressione dei forti poteri economici, hanno l’approvazione ed il consenso delle masse, le quali probabilmente deluse politicamente e frustrate economicamente, confidano nelle destre che promettono soluzioni immediate a costo di deligittimare gli organi istituzionali preposti a garanzia dell’applicazione della legge, che sarebbero responsabili dell’inefficienza del sistema. Così le masse riconoscono e comprendono l’insofferenza del capo e la condividono. Colin Crouch ha spiegato che la post-democrazia è un sistema politico che seppur regolato dalle istituzioni e dalle norme democratiche, viene altresì gestito effettivamente da lobby di potere e mass-media.
Così la “massa di cittadini svolge un ruolo passivo, acquiescente, perfino apatico, limitandosi a reagire ai segnali che riceve”. (…) il dibattito elettorale è uno spettacolo saldamente controllato, condotto da gruppi rivali di professionisti esperti nelle tecniche di persuasione e si esercita su un numero ristretto di questioni selezionate da questi gruppi.” Ci siamo crogiolati nell’apparente certezza dell’acquisizione dei diritti e delle libertà civili, dando per scontato che fossero ormai conquistati e che da lì saremmo potuti ripartire per rivendicarne altri, progredendo man mano verso una società più egualitaria. Ora dovremmo ricorrere ai ripari.
Giuliana Cenci
Dott. Ssa in Scienze Storiche
Operatrice antiviolenza
Vicepresidente Associazione “Mariposa”