L’EDITORIALE: Chi l’ha vista?

L’Europa scopre di esistere ora che è sotto attacco degli Stati Uniti e della Russia. Ma dov’è stata in tutti questi anni? Quale autonomia ha messo in campo? Ha avuto una diplomazia? E l’Italia?

Il ruggito del coniglio. I cosiddetti statisti europei si sono riuniti a Parigi, con una riluttante Meloni, e poi al G7 e chissà dove si riuniranno ancora; non tanto per prendere decisioni, ché quelle le prendono Trump e Putin, ma dimostrare a loro stessi, tenendosi per mano, che sono ancora vivi. Per poi illudersi di decidere un futuro che è consegnato ai satrapi del potere. Sono spettri che si aggirano in un Europa che “s’è destra” (visti anche i risultati in Germania) più che essere desta.

Ora Trump, con la rozza brutalità che lo contraddistingue, ha dimostrato che il re è nudo. Provano a ricomporsi, ma ne viene fuori una raffigurazione molto più simile alla vestizione dei defunti. Questo “Lazzaro, alzati e cammina” potrebbe funzionare solo se, dopo profonde immersioni nei mari dell’umiltà e una raffica di mea culpa, si chiedessero: «ma in tutti questi decenni dove siamo stati? Che contributo abbiamo dato sulla scena internazionale? Quale prova di autonomia abbiamo imposto agli Stati Uniti dei quali siamo sempre stati subalterni? Quando, dove e come abbiamo lavorato davvero per sentirci tutti europei? La mitica Unione quando è stata veramente tale e cosa ci unisce a parte l’euro?».

Flag of European Union

Le destre estreme neofasciste e neonaziste lentamente sono avanzate in tutto il continente: in che modo le democrazie occidentali si sono impegnate a contrastarle? Con quali argomenti hanno tentato di convincere le pubbliche opinioni che la Storia drammatica del nazifascismo non si doveva ripetere?
E veniamo alle guerre.

Russia-Ucraina: un conflitto che non sarebbe proprio dovuto iniziare se avessimo avuto capacità diplomatiche e di mediazione e che, una volta iniziato, ha richiesto di fornire armi e soldi come se non ci fosse un domani, mentre, non ha mai sollecitato una proposta seria per trovare un punto di ricaduta in una pressione sulle parti in causa affinché ci si potesse sedere attorno ad un tavolo salvaguardando l’onore e la dignità dell’aggredito, senza inseguire il delirio che si potesse sconfiggere l’aggressore. Medioriente: chi ha mosso un dito per aprire un frammento di trattativa concreta e reale, oltre che ripetere come un mantra “due popoli due Stati”?

E non parliamo dell’Italia: il vituperato Andreotti riusciva a tenere insieme Israele e Palestina, svolgendo un delicato ruolo di cerniera. Mentre Craxi inviò i carabinieri a Sigonella e li schierò contro i marines pur di non estradare i terroristi che avevano sequestrato l’Achille Lauro e per i quali aveva assunto un impegno con Arafat. I marines si ritirarono in buon ordine con buona pace del presidente Reagan. Oggi abbiamo alla Farnesina un ectoplasma che è convinto di essere Ministro degli Esteri, tale Tajani, e come Presidente del Consiglio una Premier che ancora non riesce a scegliere da che parte stare: se con i valori illuministi sui quali si è fondata e formata la coscienza liberale e democratica dell’occidente o con le democrature di Orbán e di Trump. Un’Europa disastrata che si appresta a pagare esosi dazi al governo americano, e al suo interno un’Italia disastrosa. E a voi, care cittadine e cittadini, in questi anni vi è pervenuta l’Europa? Chi l’ha vista?

Emilio Magliano

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