Risiko

Negli anni ’80 i carrarmati rossi, verdi e di altri quattro colori, si muovevano sul piano di gioco di un planisfero dove gli stati erano raggruppati per aree geografiche. Le scelte dei giocatori e la fortuna di un lancio di dadi sancivano l’esito della guerra. Il Risiko era un banale gioco di strategia; per vincere, ai giocatori veniva richiesto di conquistare una serie di obiettivi: uno o più continenti, un determinato numero di stati o distruggere le armate di un altro giocatore. Ecco, dovendo commentare dalle pagine di un mensile la situazione geopolitica attuale, partirei da questo esempio: quanti sono i reali giocatori sul tavolo e quali i loro obiettivi. La prima risposta è semplice, al momento i giocatori sono tre: Stati Uniti, Cina e Russia, con quest’ultima in posizione minoritaria.

Grande assente l’Europa che, invece, avrebbe potuto giocare un ruolo primario se i nazionalismi ed una visione politica suicida non avessero prevalso. La guerra Russo-Ucraina, vantaggiosa solo per gli USA ed in parte per la Russia stessa, ha affossato ogni possibile ruolo del vecchio continente sulla scena internazionale. Europa divisa su tutto, tranne che sull’ottuso sostegno alla guerra ed un conseguente impoverimento generale degli stati, hanno accompagnato l’Ucraina sul baratro della sua agonia. Oggi i dadi, non certo gettati a caso, hanno sancito ciò che era prevedibile: gli USA, rispolverando una mai sopita dottrina Monroe ed una antica politica delle cannoniere, si apprestano a tirare le somme di un gioco che era cominciato dopo la fine della seconda guerra mondiale. Divisione del mondo in sfere di influenza, un accordo inevitabile con la Cina a cui andrà assegnata inevitabilmente Taiwan ed una fetta del mercato asiatico ed africano, in parte già suo. All’influenza russa potrebbero andare gli stati baltici e l’Ucraina. Per sé gli Usa terranno il continente centro e sudamericano e le ricche terre della Groenlandia, con o senza accordi con la Danimarca.

Gli stati europei, depotenziati, torneranno ad essere terra di influenza USA, ove mai avessero smesso di esserlo. Ci sarà l’ennesima gara a chi sarà il servo più sciocco e fedele all’amico americano ed in questa classifica l’italietta della Meloni parte avvantaggiata. Il sogno dell’Unione Europea tornerà sulla carta delle buone intenzioni e dei nostalgici di Ventotene La stabilizzazione del Medio Oriente sarà assicurata dalla potenza di Israele con le armi americane e con la garanzia del petrolio dei paesi del Golfo. Della politica di “una terra due Stati” resterà solo il ricordo per coloro che si erano illusi. La Cisgiordania e la striscia di Gaza saranno definitivamente nei confini di Israele a cui verrà affidato il compito di normalizzare l’Iran. I palestinesi, spariti dalle carte geografiche e dispersi in una lunga diaspora, entreranno nelle pagine della Storia dalla stessa porta degli ebrei ad Auschwitz, semplicemente relegati ad un vergognoso ricordo. Se Trump, XiJinping e Putin stabiliranno provvisoriamente un nuovo ordine mondiale, dipenderà dai dadi che saranno gettati sul tavolo da gioco. Oggi questa è la prospettiva, con un’unica variante: nel Risiko degli anni ’80 sul planisfero correvano solo dei carrarmatini colorati, niente testate nucleari!

Ettore Benforte

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