Quale Europa?

Guerra. Benessere. Felicità

Ecco il 25 aprile, Festa di Liberazione dal nazifascismo! Allora riconquistammo la libertà e l’indipendenza, e seguirono ricostruzione e coesione nazionale. Oggi sarà ancora un evento che farà discutere su quanto sta accadendo nel mondo e qui. Pace, benessere, libertà, progresso non sono mai acquisiti una volta per tutte. Si rischia di regredire. Non si può restare indifferenti.

Per decenni, nel Consiglio e nella Direzione nazionale dell’Associazione italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, mi sono impegnato per gli Stati Uniti d’Europa. Un’Europa federale, democratica, solidale, faro il Manifesto di Ventotene per superare gli stati nazionali, i loro egoismi, le velleità di potenza, fonti di ripetuti conflitti armati. Passi sono stati fatti per rendere l’Europa comunità ideale di donne e uomini. Ma siamo ancora lontani dalla costruzione di un’Europa federale, capace di dare a tutti benessere e stesse possibilità di vita.

Il mondo è pieno di pericolosi conflitti armati, alcuni assai vicini a noi. In essi, chi dispone di più forza pare stare dalla parte della ragione. Penso a ciò che accade in Medio Oriente e all’aggressione assurda della Russia in Ucraina dove la guerra dura da tre anni. Coinvolte Europa e Italia. Tutto pare deciso dagli Stati Uniti con la continua espansione della NATO verso oriente, verso la Russia, un nemico per destino. Ogni tentativo di relazioni razionali tra Europa e Russia si è infranto prima di cominciare, a sostegno degli interessi americani i quali americani, oggi, di fronte all’evidente difficoltà di risolvere il tutto con la sconfitta militare russa, cercano di fermare il conflitto perseguendo una difficile intesa proprio con la Russia e indebolendo sovranità e indipendenza dell’Ucraina.

L’Europa che fa? Invece di agire come soggetto di pace dà del traditore agli USA. Vara un programma di riarmo per 800 miliardi per sconfiggere la Russia sul campo. I 27 paesi europei hanno già una spesa militare superiore di 4 volte a quella della Russia. Invece di darsi un Comando militare unitario di tutte le forze esistenti, programmano di potenziare gli eserciti nazionali, idea opposta allo spirito del Manifesto di Ventotene. Spingono verso un perenne conflitto invece di darsi un ruolo attivo per la pace, per risolvere i conflitti con sagge relazioni diplomatiche ed economiche.
Ci ritroviamo con la prospettiva di un forte riarmo della Germania e a dover acquistare, come già avviene, altre armi dagli USA, già fornitori dell’Europa in una percentuale del 65 per cento, facendo un bel regalo al “traditore” Trump. Ci vorrà almeno un decennio per potenziare industrie europee produttrici di armi.
Intanto non ci sono risorse per combattere il cambiamento climatico, per sviluppare economie sostenibili, per ospedali, assistenza sanitaria e sociale, per l’istruzione. Tutto questo è assurdo. Non è l’Europa di Spinelli, del Manifesto di Ventotene. La guerra è la più grave fonte di inquinamento, non risolve problemi se non quello, in una guerra totale e nucleare, di uscirne vivi, per dare un momentaneo potere al vincitore, ammesso che ci sia. Non si parla più di un governo mondiale al di sopra di questo o quell’impero: Russo, Cinese, Americano…

Sciupare soldi per armare le Nazioni non è buona idea per guardare al futuro. Si ridia un potere di governo reale e di intervento all’ONU, anche con riforme necessarie. Più che armarsi, tra l’altro senza un piano, senza consultare i cittadini, è più utile offrire una UE attore di pace, solidale, di fratellanza dei popoli. Sono stato sotto le bombe del 1944 a Cori con distruzioni e lutti in ogni famiglia. Brutta cosa! Un’Europa di pace, equilibrata, attenta al benessere di ogni popolo, di aiuto a creare un governo mondiale, non può prescindere dal sedersi “amichevolmente” a un tavolo con la Russia per non regalarla alla Cina e per ammorbidire lo scontro inevitabile, se non si cambia prospettiva, di Cina e Stati Uniti…

Spero che lo spirito di Spinelli, per una Europa federale e di pace, entri nella testa di qualche grande statista. L’Europa promuova una politica di disarmo, altro che riarmo. Anzitutto nucleare. Di questo si ha bisogno. Guardo preoccupato a ciò che accade. Difficile fare altro se non parlare, esprimersi con chiarezza alle soglie ormai dei novanta anni. Si torni alle riflessioni sulla felicità di Aristotele, Epicuro, Kant, di tanti saggi di ieri e di oggi; felicità, difficile da definire, una per ogni individuo più quella della collettività, materiale e spirituale. La guerra è innata nell’uomo. Felicità e pace bisogna costruirle. Nella Dichiarazione di indipendenza degli USA, 1776, l’uomo ha diritto alla felicità. Nella costituzione italiana questo diritto è implicito nell’articolo tre dove si parla di “pieno sviluppo della persona umana”. Mi pare che solo nel regno del Bhutan ci sia un Ministro per aiutare le persone ad essere felici. Si può imparare! Per decisione dell’ONU il 20 marzo è la Giornata Internazionale della felicità. Pensiamoci!

Pietro Vitelli

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