La Commedia dell’Arte

Verso la metà del 1500 si manifesta in Italia un fenomeno nuovo: l’uso delle recite all’improvviso. Un uso che dà origine ad uno dei movimenti più significativi nella storia teatrale di tutti i paesi

Dopo esserci occupati del periodo teatrale dal Rinascimento al Romanticismo, una testimonianza basilare e importantissima nella storia del teatro è la Commedia dell’Arte. Tralasceremo, in seguito, la scena teatrale in Spagna che ha visto protagonisti importanti quali Lope de Vega e Calderón de la Barca, così pure il classicismo francese con Corneille, cui seguiranno autori degni di attenzione quali Molière e Racine nonché quella inglese con l’avvento del grandissimo Shakespeare. L’impegno assunto quello di occuparci prevalentemente del teatro italiano, ma, di fronte a veri giganti quali Shakespeare e Moliere, non possiamo fare lo gnorri e, quindi, dedicheremo loro un minimo di attenzione durante il nostro excursus teatrale, prima di tornare nuovamente in Patria con il melodramma italiano del Metastasio.

Verso la metà del 1500 si manifesta in Italia un fenomeno nuovo: l’uso delle recite all’improvviso. Un uso che dà origine ad uno dei movimenti più significativi nella storia teatrale di tutti i paesi. L’attore riserva, in ogni tempo, la sua capacità di improvvisazione, tuttavia soltanto in questo periodo storico tale capacità prende il sopravvento e diventa una delle principali espressioni artistiche. Lo svilupparsi di tale uso si ha in uno spazio di tempo brevissimo ottenendo, con la Commedia dell’Arte, una forma compiuta e storicamente definita. Alla nascita di tale forma concorre la costante disposizione al mimo, una spontanea facoltà di imitazione parodistica della realtà, nonché le consuetudini e i riti carnevaleschi. Inoltre va precisato che alle origini di tale fenomeno subentra la necessità di volgarizzare la commedia erudita che non attira né il pubblico comune né quello delle Corti in sede di puro divertimento. La nascita della Commedia dell’Arte coincide con il sorgere di attori e compagnie professioniste, che esercitano la loro arte in modo stabile e continuativo.

L’attore professionista sente il bisogno assoluto del favore del pubblico, e lo ottiene nel far riconoscere sulla scena fatti e personaggi che gli sono abbastanza vicini. Ci si orienta, pertanto, verso lo spettacolo comico che abbia come base una situazione quotidiana e realista; l’artista del momento ama, quindi, rivedere e seguire i personaggi che gli sono cari, ed ecco allora la creazione dei tipi fissi e la specializzazione, in questi, di ciascun attore. Di conseguenza, è il linguaggio quotidiano che sulla ribalta acquista maggiore risalto, suscitando divertimento e interesse continuo. Nella sua continua quotidianità, il bravo comico, improvvisa nuove variazioni, cosicché ancora una volta l’espressione artistica nasce da un adattamento alla realtà. Nonostante il fiorire di grandi interpreti, due secoli dopo questo genere tramonta, non tanto per l’intervento di tutta la produzione goldoniana, quanto perché avverte ormai lontani dalla realtà i modelli che le maschere intendono parodiare. Intanto, però, nei due secoli che precedono il Goldoni, l’attore italiano offre all’intera civiltà europea l’invenzione dell’arte teatrale, lo spirito della recitazione e della vita scenica, ed è bene ribadire che tale attività professionale è strettamente connessa al genere comico popolare e i comici dell’arte non appartengono soltanto ai ceti popolari, ma anche ai ceti borghesi colti.

In questo contesto, il ruolo della Maschera è preminente, ma, per soffermarci sui vari aspetti e significati delle Maschere occorrerebbero pagine e pagine per spiegare completamente, quanto meno, il ruolo importantissimo di queste. Ci limiteremo soltanto ad affermare che le Maschere, nel contesto della Commedia dell’Arte, solidificano in una fisionomia fissa le caratteristiche attribuite agli italiani o a ciascuna regione: il mercante veneto, il facchino bergamasco, il pedante bolognese, l’innamorato toscano, il capitano italiano o toscano e così via, fornendo, attraverso la rappresentazione dell’arte, un quadro completo delle classi e delle regioni italiane. Ogni comico si costruisce la sua Maschera con immaginazione creatrice, a suo esclusivo piacimento, riferendosi a ciò che il pubblico può apprezzare delle facoltà di quell’attore.

Il tramonto della Commedia dell’Arte arriverà, come accennato, con Carlo Goldoni, nel pieno della riforma del teatro di fine Settecento, alla ricerca di un movimento che punti più alla verosimiglianza e nella convinzione che sia necessario fornire agli attori un copione interamente scritto e non più improvvisato. Prima di ciò, il teatro verrà attraversato da quasi due secoli di Commedia dell’Arte, forma artistica che avrà tanta fortuna e successo in Italia e successivamente in Francia.
La Commedia dell’Arte non rappresenta soltanto un fenomeno storico, ma resta un pilastro fondamentale nell’evoluzione del teatro, influenzando generazioni di artisti e restando una continua fonte di ispirazione, anche ai giorni nostri, basti pensare a grandi personaggi teatrali quali Giorgio Strehler e Dario Fo.

Tonino Cicinelli
Regista e direttore della compagnia teatrale “Amici del teatro”

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