Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière

Dalla commedia italiana dell’arte alla nascita della Commedia Francese

Come preannunciato, prima di tornare alle vicende teatrali italiane, non possiamo ignorare un artista del calibro di Molière.

Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière, nasce a Parigi nel gennaio 1622. Giovanissimo, studia nel grande collegio di Clermont, tenuto dai gesuiti, con una solida istruzione classica. Uscito dagli studi, frequenta le recite dei comici italiani dell’arte. Nel 1643, fa parte di una piccola compagnia chiamata “Illustre Théâtre” formata da giovani.

Nel 1655, dirige una propria compagnia, ed ottiene il suo primo successo con L’etourdi; proseguendo nella sua più specifica arte del comico e divenuto alla moda con la sua compagnia, dà la sua prima commedia originale, attuale Les precieuse ridicules, satira di costumi contemporanei che mette in ridicolo il gergo astruso delle dame intellettuali che si riuniscono, a Parigi, nel salotto Rambouillet. Il successo diventa così grandioso e da qui nasce la grande Commedia Francese. Dietro le sue eclatanti vittorie, si accanisce la cricca dei nemici, specialmente quella del teatro rivale “l’Hôtel de Bourgogne” , ma l’Autore non si scompone, anzi mette in scena un altro atto comico, La Critique de l’École des femmes, ponendo in ridicolo i propri avversari. Nel 1664, a Versailles, si rappresenta la commedia nuova in tre atti Il Tartufo, e qui avviene lo scandalo: la commedia è attinta ad un mondo attuale, indirizzando la satira nei riguardi dei così detti “devoti” che hanno costituito leghe e sodalizi per la tutela del buon costume. Molière denuncia tutto ciò come pura ipocrisia, mostrando in Tartufo un farabutto che, mostrando pietà, si guadagna la venerazione di un borghese agiato ed imbecille, si fa promettere la figlia in sposa, gli carpisce un testamento a favore e tenta di sedurgli la moglie. A seguito di tale denuncia si muove la Compagnia del Santissimo Sacramento e lo stesso arcivescovo di Parigi, proibendo la rappresentazione de Il tartufo. Soltanto nel 1669, dopo varie vicissitudini, si ha il nulla osta definitivo e da allora Molière continuerà a mietere successi con Le Tartuffe (come si intitola in originale), nella nuova edizione come giunta fino a noi e rappresentata moltissimo anche in Italia.

Moliere colleziona altri importantissimi successi, tra questi, Il misantropo, cinque atti in versi, uno dei suoi veri capolavori, interpretato in un puro senso comico dai suoi contemporanei e da lui stesso come attore, e che noi moderni gustiamo come umorismo profondo che giunge al dramma. Seguiranno L’anfitrione, L’avaro, tratto da Plauto, Il borghese gentiluomo, e tornando poi alla satira, classica nel mondo comico, dei medici e delle medicine, con il capolavoro Il malato immaginario del 1673. Il 17 febbraio, durante una sua replica, Molière protagonista, improvvisamente si sente male, ma facendosi forza riesce a terminare la rappresentazione. Si fa quindi portare a casa e, avvertendo la fine, chiede di un prete ma, prima che questo sopraggiunga, muore. Dal momento che ha chiuso gli occhi senza aver deplorato il suo mestiere di comico né, tantomeno, sconfessato i suoi attacchi alla religione, non potrebbe avere sepoltura ecclesiastica, ma con l’intervento personale del Sovrano ottiene i funerali religiosi, benché in forma privata.

Di tutti i poeti comici che subiscono in Europa le influenze della Commedia dell’arte italiana, il più grande, e quello che direttamente da questa proviene, è senz’altro Molière. I principi, i sentimenti, appena accennati in questo breve excursus delle sue opere principali e questa visione del mondo, sono stati espressi da Molière contemperando l’osservazione della sua prediletta “natura” con lo studio del teatro, della scena e, soprattutto, con la tecnica attinta dalla scuola di coloro, come detto, che stavano trasmettendo in tutta Europa l’essenza dell’antica eterna commedia: i comici italiani dell’arte. Questa, a mio parere, la ragione fondante per cui vengono, ancora oggi, rappresentate frequentemente le indimenticabili commedie di Jean-Baptiste Poquelin, in arte Molière.

Tonino Cicinelli
Regista e direttore della compagnia teatrale “Amici del teatro”

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