Una puntualizzazione circa un articolo di Ignazio Senatore riferito alla filmografia corese
La mia collaborazione col «Corace» iniziava giusto due anni fa, sul numero di agosto 2023. Non posso dimenticare che tutto è nato grazie a una lettera che integrava l’articolo sui film girati a Cori scritto da Ignazio Senatore, la cui rubrica leggevo e leggo sempre con estremo interesse. Ma, a distanza di due anni, è ora di smascherare una possibile bufala: il fatto che Operazione Paura di Mario Bava sia stato girato anche a Cori. Spero che l’articolo sia utile a chi legge per mantenere allenati la curiosità e lo spirito critico.
Ribadisco quanto contenuto nella mia lettera: ignoravo l’apporto di Cori a Operazione Paura. Pur avendo visto diversi film di Mario Bava quando ero ancora un forte appassionato di film horror, quello di cui parliamo non lo avevo mai visto per intero e dovevo rimediare. Lo scorso agosto ho dunque recuperato una copia in dvd e, complice il periodo vacanziero, l’ho guardato insieme a mia madre a caccia di inquadrature “coresi”. Mia madre, ormai ottantaduenne, è nata e sempre vissuta a Cori, quindi è una delle memorie storiche del paese.

Man mano che il film procedeva, noi ci scambiavamo dialoghi simili. Io: «Questo scorcio potrebbe sembrare la via ritta» (via della Repubblica). Mia madre: «Ma neanche da lontano». Io: «Questa abitazione sembra quella di tal dei tali a San Salvatore». Mia madre: «Sí! Adesso hanno ingrandito la porta! E le scale? Le hanno modificate?» Insomma, per essere un film girato a Cori, come scritto negli articoli «Il seme dell’orrore: Operazione paura» (www.horrormagazine.it), «Operazione paura, il gotico italiano» (www.terzapagina.it), «“Operazione paura” di Mario Bava compie 50 anni» (agrpress.it) e alcuni altri, di Cori non mostra proprio niente. Ho scritto alle redazioni dei siti menzionati per conoscere le loro fonti, ma non ho mai ricevuto risposta. Nel frattempo ho proseguito le ricerche: Wikipedia, Internet Movie Database e il Davinotti. Tutte e tre le fonti concordano sui seguenti fatti: gli interni del film sono stati girati negli studî Titanus sulla via Appia a Roma e la villa Graps del film è Villa Grazioli di Grottaferrata, mentre le scene del paese sono stare girate a Faleria, in provincia di Viterbo. L’Internet Movie Database indica anche Calcata, come fa anche la filmografia del libro presente negli approfondimenti, ma le altre due fonti no. Il Davinotti dà, invece, Falerii Novi (Fabrica di Roma), come anche uno dei saggi del libro citato. La pagina di Wikipedia sul film non cita Cori, ma la pagina su Cori dava il paese come uno dei set di Operazione Paura, senza riportare la fonte dell’informazione.
A questo punto, voi lettrici e lettori potreste dire: «È la parola dei primi tre siti contro quella degli altri tre!» E invece no, non in questo caso, perché il Davinotti riporta le location verificate con tanto di foto. Ebbene, la casa che credevo fosse quella di San Salvatore si trova invece a Faleria, come mostrano tre foto del 1966, del 2011 e del 2019. E la conferma la dà anche Lamberto Bava, figlio di Mario e aiuto regista in Operazione paura, nel documentario presente nel dvd della Sinister film. Negli extra di quel dvd c’è anche un video con Luigi Cozzi, che intervistò Mario Bava poco dopo la fine delle riprese di Operazione paura. Dal taccuino di Bava risultano sei giorni di riprese notturne e dodici di riprese diurne, senza specificare i luoghi. La povertà del budget è dissimulata dalla tecnica e dalla ricchezza di idee: la scena della bambina che butta la palla giú per una scala buia potrebbe aver ispirato scene analoghe a Federico Fellini (Toby Dammit, uno dei tre episodî del film corale Tre passi nel delirio, ispirato a tre racconti di Edgar Allan Poe), a Peter Medak (The Changeling) e a Lamberto Bava (La casa con la scala nel buio). E, come scrissi nella mia lettera al «Corace», è possibile che la leggenda del fantasma di Azzurrina (di cui non si ha traccia prima del 1989), sia nata proprio dal film di Bava. Nel dubbio che le informazioni trovate in rete non fossero complete, ho cercato anche all’Archivio storico del Comune di Cori. Grazie al prezioso aiuto della dottoressa Anna Nicolosi Cipriani, ho riscontrato che nessuna richiesta di autorizzazione alle riprese è stata protocollata a nome della casa di produzione (F.U.L. Film) né a nome di altri soggetti tra il 1965 e il 1966. Possiamo pensare a scene girate in luoghi privati riconoscibili e poi tagliate, ma non abbiamo prove.
Per finire, ha provato a chiedere ad amici di «Nocturno Cinema» un recapito di Lamberto Bava per chiedergli se avesse un diario di lavorazione o qualche documento per supportare o smentire la notizia delle riprese a Cori. Purtroppo non ho mai avuto un contatto diretto, e quando ho provato a contattare il regista su LinkedIn, non ho ricevuto risposta.
In mancanza della parola definitiva della fonte primaria – la persona che a quel film ha lavorato –, possiamo concludere che quasi certamente Operazione Paura non ha avuto Cori come set.
Per approfondire
https://www.davinotti.com/forum/location-verificate/operazione-paura/50000663.
Gabriele Acerbo e Roberto Pisoni (a cura di), Kill Baby Kill! Il cinema di Mario Bava, Bietti, Milano, 2021.
Gianluca Pignalberi
Edicolante, tipografo digitale per editori accademici, collaboratore di Massimo Polidoro.