A mio padre

La moralità fatta persona.
Le mani, incallite dal lavoro.
La paglia che emanava echi d’oro.
La tua voce dentro me, risuona.

Sei stato duro e dolce nello stesso
tempo. Le botte datemi a profusione.
Lo sguardo carezzevole all’occasione.
Tutto il lecito che mi hai concesso.

Non so se e dove ci rincontreremo.
Sessant’anni insieme non bastanti.
Con mamma sei scolpito nel mio cuore.

Ma, come il sole mai non muore,
così, il ricordo in me finché ho vita
accompagnerà le mie restanti ore.

Ignazio Vitelli

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