I Lepini: Tra tradizione e innovazione

Per valorizzare il patrimonio culturale, materiale e immateriale del territorio serve una classe dirigente formata, aggiornata e competente, capace di una visione progettuale amministrativa

Il nostro territorio è costituito da ambiti territoriali apparentemente simili ma caratterizzati da una precisa identità storico-culturale (arte, patrimonio ambientale, cultura del buon cibo e del buon bere, storia) e dalla presenza di istituzioni attive nel settore culturale. Per evitare di moltiplicare interventi simili, sarebbe necessario iniziare una politica comune per la tutela, i restauri, il recupero, la conservazione e il potenziamento delle eccellenze così da avviare un significativo intervento culturale ed economico in grado di fondare una politica di sviluppo territoriale. Questa metterebbe in rete tutte le risorse di questo territorio e miri ad un progetto di sviluppo di un comune “Prodotto Lepino”, così come ad una “riqualificazione integrale” sia attraverso la valorizzazione dei beni culturali e ambientali, sia attraverso l’applicazione di nuovi mezzi tecnologici e multimediali.

Se pensiamo al lago di Giulianello, al giardino di Torrecchia Vecchia, al giardino di Ninfa, alle nostre montagne, ai nostri centri storici, ci rendiamo conto di possedere un capitale d’eccellenza che va mantenuto, valorizzato e fatto conoscere. Occorre una puntuale riflessione strategica e operativa sull’analisi e sullo studio di potenziali siti del sistema culturale, con l’obiettivo di produrre una serie di progetti coordinati e responsabilmente condivisi.

La valorizzazione del tessuto storico-archeologico-architettonico, l’istituzione di un organismo d’accoglienza comune e la razionalizzazione di alcuni servizi e infrastrutture possono trarre benefici dall’attività di avvio di un sistema unico che può contribuire all’accentuazione delle specificità che questo territorio ha.

La messa in valore del patrimonio culturale – materiale e immateriale – del territorio ha già avuto iniziative in precedenza, ma non si è mai saputo se queste iniziative hanno avuto esito positivo o sono rimaste episodiche e circoscritte; certo è che non sono mai stati fatti interventi rilevanti che hanno portato al recupero di parti determinanti del nostro patrimonio culturale. Il “Prodotto Culturale Lepino”, per la sua strategia, per la storia che può raccontare e per le attività che può sviluppare, ha forse davvero la possibili tà di agire da volano di crescita e di sviluppo attraverso progetti condivisi e in tempi ragionevoli. Gli interventi di rigenerazione e arredo urbano (panchine, illuminazione, percorsi pedonali, riqualificazione del verde), mobilità dolce e servizi di prossimità migliorano l’estetica, la fruibilità, la coesione sociale e la qualità della vita rendendo il contesto più attrattivo per residenti, imprese e turisti. Una città rigenerata con arredo funzionale, con un centro storico riqualificato e di qualità può stimolare investimenti, incremento della domanda abitativa e della competitività territoriale.

Per fare tutto ciò è necessario avere una classe dirigente formata, aggiornata e competente, sviluppare una visione amministrativa progettuale che tenga conto delle specificità locali e delle esigenze del territorio, coinvolgere i cittadini e farli sentire parte attiva di scelte importanti con trasparenza e responsabilità anziché trattarli come semplici destinatari passivi delle decisioni e legittimazioni delle scelte pubbliche.

Giorgio Chiominto
Architetto

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