Pur qui, tra le brume autunnali, al cader delle foglie, dei cardi ormai vuoti e dei sogni di fine estate, uomini e donne dal multiforme ingegno e dal sorriso accorto, come bertucce urlatrici, si agitano, ondeggiano da dritta a manca, da nord a sud in perpetua ammuína.
Un tempo, quando esaltavamo il luogo di nascita e non conoscevamo la miracolistica globalizzazione, questi primati avevano l’habitat nel Centro-Sud America, dal Messico al Brasile fino ai confini delle pampas argentine.
Oggi… abitano tra noi!
Riempiono con grida e saltelli di qua e di là, di su e di giù le nostre giornate d’autunno, altrimenti noiosissime.
Quando l’uomo applaude, la scimmia ride… È merito di allevatori e domatori invero lungimiranti se, pur nella nostrana fauna, esse imperversano tal che paiono umane. Mettono le zampe e le code dappertutto; esibiscono un’immortale vivacità e, tra fedeli scodinzolanti, amano primeggiare al suono di stentòree trombette e sordi tamburelli, mentre damigelle e dotate matrone, agghindate e impettite, sorridon con lusinghiera, ancorch’effimera, vanità. Eppure una differenza c’è: mentre in natura le scimmie urlatrici altro non fanno che saltare, urlare e accoppiarsi, tra gli umani sorsero, come scrisse Erasmo, per luciferina evoluzione, la menzogna e il sopruso, la ribellione e l’arbitrio, decalogo sconosciuto nel Regno animale.
Quegli onesti allevatori amano concimare e irrigare, complici, tali belluine virtù, attorniati da scudieri e pròni vassalli in attesa, come si conviene, del giornaliero favore, sempre promesso, spesso ritratto fino a futuro giuramento.
Se guardi i lor mezzadri e valvassini, sempre indaffarati come saltimbanchi del circo Barnum, ti vien da pensare per un momento che tali esibizioni sian gratuite, a beneficio del popolo. Al contrario, tra tanti trionfi, neppure i bimbi ricevono regali, tantomeno il rispetto che si deve alla loro innocenza: nel giardino di gesso degli affabulatori e degli amanuensi nemici del congiuntivo, non fioriscono idee.
Al vederli, questi prestigiatori svolazzanti sulle nubi, beffardo confidi al tuo vicino, dandogli di gomito, “… gli manca solo la parola!”
Augusto Cianfoni